Ricatto per il sesso, gigolò arrestato

31 Gennaio 2018

Giovane dell’Est minaccia un anziano: dammi 1.500 euro o dico che siamo stati insieme, attento io sono uno zingaro

CHIETI. «Puoi avvisare chi vuoi: i carabinieri, la finanza. Io non ho niente da perdere, sono uno zingaro. Lo faccio mettere su tutti i giornali». Con questo messaggio, G.D., un macedone di 28 anni residente a Chieti, di professione gigolò, ha tentato di ricattare un pensionato di 65 anni di Bucchianico: se l’uomo non gli avesse dato 1.500 euro, lui avrebbe messo in giro la voce, falsa, di aver avuto un rapporto sessuale con lui. Ma il pensionato non ha voluto pagare: ha preso tempo. E anche quando il gigolò si è rivolto alla sorella contattandola al telefono – «Convinci tuo fratello a darmi i soldi » –, è rimasto irremovibile: non ha voluto pagare e si è rivolto ai carabinieri di Bucchianico. Di fronte alla denuncia per estorsione, i carabinieri hanno teso la trappola al gigolò: è stato organizzato un incontro in piazza San Giustino, a un passo dal tribunale, per lo scambio dei soldi e quando il macedone ha intascato la bustarella ecco che sono scattate le manette. Ora, il macedone è rinchiuso nel carcere di Madonna del Freddo e, sui giornali, si parla di lui e non della sua vittima.
La storia inizia quando il pensionato ha conosciuto la madre del giovane e si è offerto di aiutarla in un momento di difficoltà. In un primo momento, G.D. gli è stato riconoscente tanto da offrirgli anche passaggi in macchina per accompagnarlo al lavoro. Il pensionato ha ricambiato con i soldi per la benzina di volta in volta. Poi, i due si sono scambiati i numeri di cellulare per mettersi d’accordo sugli orari e, quasi subito, sono cominciati i ricatti: quasi immediatamente sono iniziati messaggi e telefonate da parte del macedone, con richieste esorbitanti di denaro dietro la minaccia di rendere pubblico un rapporto sessuale mai avvenuto. Cifre tra i 500 e i 1.500 euro che il pensionato si è rifiutato di pagare: ha temporeggiato e aspettato che il giovane lasciasse perdere. Ma il 28enne è arrivato a contattare anche la sorella del 65enne che, a questo punto, ha trovato il coraggio di denunciare e raccontare tutto al comandante della stazione di Bucchianico, il luogotenente Pietro Mangiapia. I carabinieri, guidati dalla tenente Maria Di Lena, hanno organizzato la trappola in fretta: l’incontro per consegna dei soldi è stato fissato alle 15 di lunedì scorso nel centro di Chieti: il maresciallo si è presentato in borghese con i suoi uomini e quelli del Nucleo operativo radiomobile della compagnia di Chieti, cogliendo sul fatto il macedone con la bustarella contenente il denaro fotocopiato.