Ricci sfida Di Giovanni Ma il congresso è a rischio

Ad appena 4 giorni dal rinnovo del segretario cittadino il partito resta spaccato I ribelli scrivono a Rapino: convocazione irregolare. L’uscente: ormai è un disco rotto
CHIETI. Esce allo scoperto l’ex sindaco Francesco Ricci: sarà lui a sfidare il segretario cittadino uscente del Pd Filippo Di Giovanni nel congresso di domenica. Se il congresso ci sarà. A 4 giorni dal voto, nel Pd restano i veleni e il congresso, già convocato, potrebbe addirittura saltare: la minoranza del partito, che sostiene Ricci, denuncia che la convocazione del congresso sarebbe «in violazione» dello statuto del partito. Lo affermano sia Ricci che l’ex consigliere comunale Gabriele Salvatore in due lettere inviate al segretario regionale Marco Rapino. Al centro della protesta dei ribelli, c’è una norma che recita: «Nei comuni in cui è costituita l’Unione Comunale, la segreteria regionale d’intesa con la segreteria cittadina uscente convoca il congresso cittadino entro tre mesi dall’elezione degli organi provinciali». La proclamazione del segretario provinciale, con l’addio di Chiara Zappalorto e la nomina di Gianni Cordisco, è fissata a domani a Lanciano. Anche se si tratta soltanto della ratifica di una decisione già presa domenica scorsa.
«Da parte di questo gruppo si sente sempre lo stesso disco rotto», risponde Di Giovanni, «mai nessuna proposta politica e mai nessuna idea sulla città. Io li esorto a lasciar perdere queste argomentazioni cavillose e, per quanto mi riguarda, il congresso si potrebbe fare quando, dove e come vogliono loro. Comunque, credo che dietro queste argomentazioni così colorite e ripetitive ci sia in realtà un problema nella individuazione, in mezzo a loro, di un candidato credibile che ci metta la faccia e si candidi. Anche se sono ripetitivo», continua Di Giovanni, «li esorto di nuovo a lasciar perdere le tastiere e a venire domenica a fare il congresso con il loro candidato e la loro proposta in modo da dare agli iscritti del Pd di Chieti, che qualcuno ha volgarmente definito dei “fantasmi”, la possibilità di scegliere chi dovrà guidare il partito nei prossimi anni».
Ma per i dissidenti la questione delle date non è affatto secondaria: «Poiché gli organi provinciali non sono stati ancora eletti, Rapino non avrebbe potuto convocare il congresso dell’Unione comunale», dice Salvatore che, nella sua lettera, scrive: «La sua iniziativa è una vera e propria provocazione dal momento che uno dei candidati alla segretaria cittadina, il dottor Ricci, aveva fatto vieppiù presente che il 29 ottobre sarebbe stato fuori regione per impegni familiari». Anche Ricci, nella sua lettera, svela l’intenzione di candidarsi a segretario cittadino e punta il dito contro gli elenchi degli iscritti che, per l’ex sindaco, non sarebbero disponibili: «Essendo mia intenzione candidarmi all’Unione cittadina di Chieti sono qui a chiederle di poter avere a disposizione, con la massima urgenza, gli elenchi degli iscritti per poterli contattare perché sottoscrivano la mia mozione. Visto che il mio avversario sembra essere Di Giovanni, che in qualità di segretario è in possesso di tali dati, mi sembra che qualora mi venisse rifiutata questa opportunità, si andrebbe incontro a una grave violazione del principio di par condicio». Poi, anche Ricci contesta la convocazione del congresso di domenica: «Non essendo ancora stati eletti gli organi provinciali, non si tratta di una violazione del regolamento?». E ora cosa accadrà? Per ufficializzare la propria candidatura c’è tempo fino a domani sera. La lettera di Salvatore si chiude con un invito a Rapino: revocare la convocazione del congresso altrimenti il caso finirà in tribunale. «Se non dovesse revocare la sua decisione», dice l’ex consigliere, «io non parteciperò alle operazioni congressuali per non ratificare il suo illegittimo operato e per avere la possibilità di impugnare nelle sedi più opportune la sua decisione e gli atti connessi e conseguenziali». Per ora, il congresso sembra confermato. (p.l.)
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