Riceve multe per soste vietate sul veicolo venduto 35 anni fa

26 Giugno 2017

CHIETI. Beh, non deve fare un bell’effetto ricevere più multe per eccesso di velocità o per divieto di sosta per un autoveicolo mai avuto sia come marca e sia come modello e per di più con una targa...

CHIETI. Beh, non deve fare un bell’effetto ricevere più multe per eccesso di velocità o per divieto di sosta per un autoveicolo mai avuto sia come marca e sia come modello e per di più con una targa restituita 35 anni fa alla Motorizzazione civile di Chieti. Anzi, fa proprio male. Tant’è che R.B., 69 anni, residente a San Giovanni Teatino, per questa vicenda dice di avere accumulato tante di quelle tensioni e preoccupazioni che gli hanno causato una fibrillazione atriale di origine nervosa. Ma intanto è stato costretto a contestare i verbali che continuano ad arrivargli a casa con multe anche salate per violazioni del codice della strada nel territorio campano. Una recente cartella di pagamento gli è stata notificata dalla polizia stradale di Napoli per superamento dei limiti di velocità. Un’altra, invece, è arrivata dalla zona di Gaeta per divieto di sosta. Un’altra ancora dai vigili urbani di Qualiano, nell’area metropolitana di Napoli, questa volta per mancata esposizione del disco orario in una zona con sosta a tempo.
Insomma, l’unico cruccio per questo automobilista è quello di avere avuto intestata per quattro anni, da giugno 1978 a giugno 1982, una Fiat 131 Panorama targata Genova. L’auto fu poi venduta a una ditta di Scerni e sottoposta da questa al cambio di targa perché il titolare della vettura era residente nella provincia di Chieti e non più in quella del capoluogo ligure. E la targa fu riconsegnata alla Motorizzazione, come si faceva all’epoca. «Sono indignato per tutto ciò che sta accadendo», sostiene l’automobilista che, attraverso l’avvocato Vittorio Ruggieri, coordinatore del Codacons di Chieti e vicecoordinatore regionale dell’associazione di difesa dei consumatori, auspica che la vicenda venga risolta una volta per tutte, «tant’è che ho presentato anche una denuncia alla stazione dei carabinieri di Sambuceto. Visto che il veicolo ormai non è più in circolazione da diversi anni con la targa originale, è verosimile dedurre che ignoti malviventi abbiano potuto clonare la targa per fini illeciti».
Una nota che riepiloga il caso paradossale dell’automobilista è stata inviata di recente al prefetto di Napoli e al presidente del Consiglio dei ministri. Se qualche multa finora è stata annullata lo si deve sempre e soltanto alle spese che l’uomo ha sostenuto per raccomandate e viavai tra i vari uffici.
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