Riceve una lettera insanguinata: il sindaco ascoltato dalla polizia

17 Febbraio 2022

Nel plico trovate fotocopie, scontrini, disegni e il messaggio scritto in tedesco «aiutatemi a calmarmi» Ferrara non sporge denuncia: «Non mi sento minacciato, temo possa essere qualcuno in difficoltà»

CHIETI . Un pezzo di carta con del sangue in un plico pieno di fogli, a prima vista incomprensibili, è stato recapitato nel primo pomeriggio di ieri in Comune. Era indirizzato al sindaco di Chieti, ma quando Diego Ferrara lo ha aperto è rimasto a dir poco interdetto, tanto che ha deciso immediatamente di portarlo in questura.
Sono le 13 quando il componente dello staff del primo cittadino, Mario De Gregorio, consegna il plico allo stesso sindaco. Sulla busta, in tedesco, c’è scritto che la documentazione è indirizzata al “sindaco di Chieti, provincia di Pescara”, con tanto di codice di avviamento postale relativo a Pescara e non a Chieti.
Una volta aperta si scopre che è tutto scritto in tedesco: ci sono 15 fogli costituiti da fotocopie di lettere scritte a mano, due dei quali hanno anche delle aggiunte a penna che non fanno parte delle copie originarie. Il resto è composto da fotocopie di scontrini, di carte di circolazione di un’automobile, un’Alfa Romeo che risulta demolita. Ci sono, poi, fotocopie in bianco e nero di pubblicità di attrezzi (tra cui un telecomando) e di auto. Si riscontrano anche dei disegni, una pagina è tutta dedicata a chiavi inglesi disegnate a mano, su altre pagine si trovano piccoli fiori.
Ma la parte più inquietante emerge in mezzo a una carta da pacco regalo ripiegata più volte: al centro c’è un messaggio scritto sempre in tedesco e, attaccata con dello scotch, c'è una penna. Lì si trova anche il piccolo pezzo di carta con quella che sembra una striscia fatta di gocce di sangue. Nello staff del sindaco, l’addetto stampa Monica Di Fabio ha studiato a scuola il tedesco e traduce alcune righe del messaggio. Balza così agli occhi una richiesta che ha qualcosa di minaccioso: «Aiutatemi a calmarmi». È questa sorta di richiesta d’aiuto, mista a un senso di disperazione, che spinge il sindaco Ferrara ad andare in questura. Lo riceve il capo di gabinetto Katia Basilico che avverte il questore Annino Gargano e chiama la Digos.
Coordinata dal vicequestore aggiunto Coriolano Conte e dal sostituto commissario Bruno Gasbarri, la Digos si mobilita subito. Arrivano anche gli agenti della Scientifica. Quanto al pezzetto di carta – una sorta di carta da cucina che si utilizza per le pulizie o per conservare gli alimenti – anche i poliziotti pensano che la striscia con le gocce di colore rosso possa essere riconducibile «presumibilmente a sostanza ematica», vale a dire al sangue. La parola “sangue” si trova scritta anche nel messaggio tedesco. Sul plico non c’è il mittente, ma tra i vari fogli di carta c’è un nome e cognome, con tanto di fotografia fotocopiata. Sembra che il mittente abbia voluto inviare la fotocopia di una sorta di documento d’identità.
L’uomo risulta residente in Germania, anche se gli scontrini riportati in fotocopia potrebbero essere relativi a negozi svizzeri. Tra le carte si ripete in varie forme la supplica presente nel messaggio principale: l’uomo chiede aiuto a ritrovare la calma, la pace e il riposo. In un passo c’è anche la richiesta di non cestinare il plico. Ma sui motivi che lo hanno indotto a rivolgersi al sindaco di Chieti al momento regna il mistero. Ai poliziotti che gli hanno chiesto se il nome fosse in qualche modo noto, il sindaco ha risposto che non era a lui conosciuto.
«Non mi sento minacciato dal pezzetto di carta con il sangue», ha detto Ferrara, «temo più che altro che si possa trattare di una persona in difficoltà, per questo ho deciso di rivolgermi alla questura». Ed è questa la ragione per cui il sindaco non ha voluto sporgere denuncia.
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