Riconversione Golden Lady Lavoro solo per 70 operai

Il vicepresidente della Regione, Lolli, ufficializza l’interessamento della Emarc e dà appuntamento tra 15 giorni per parlare di «altre soluzioni occupazionali»
GISSI. Lavoro in arrivo ma solo per 70 ex lavoratori della Golden Lady di Gissi. Ieri mattina l’assessore regionale e vicepresidente della giunta di Luciano D’Alfonso, Giovanni Lolli, ha confermato ai rappresentanti sindacali provinciali l’imminente avvio dell’attività del gruppo Emarc nell’ex capannone Golden Lady di contrada Terzi in Val Sinello. «Purtroppo per gli altri 300 lavoratori al momento non c’è ancora nulla», dicono i sindacati. «Fra quindici giorni torneremo ad incontrare Lolli e insieme al piano industriale della Emarc ci è stato detto che parleremo di altre soluzioni occupazionali. Non sappiamo che cosa si intenda per altre soluzionali occupazionali. Per questo, fino a quando il quadro della situazione non sarà più chiaro, non illudiamo i lavoratori nè convochiamo assemblee», dicono Giuseppe Rucci, Franco Zerra e Arnaldo Schioppa, delegati Cgil, Cisl e Uil che seguono la vertenza. «Come organizzazioni sindacali», commentano i rappresentanti provinciali di Cgil, Cisl e Uil, «prendiamo atto della comunicazione e attendiamo fiduciosi».
L’odissea subita dai 380 dipendenti non è ancor terminata. Il Gruppo Emarc (indotto Sevel) dà garanzie ma la multinazionale non può farsi carico di così tante unità lavorative. Il vicepresidente della giunta regionale Lolli sta cercando in tutti i modi di trovare altre aziende disposte alla riconversione dell’ex fabbrica di calze. Ma non è facile e soprattutto è necessario fare attenzione a cercare soluzioni valide.
Riuscire a raggiungere un accordo con l’azienda metalmeccanica interessata a riassumere 70 ex dipendenti della ex Golden Lady è già qualcosa.
A convincere la Emarc è stata la vicinanza con la Val di Sangro e con lo stabilimento della Sevel che produce i furgoni Ducato.
Lolli non è stato il solo a battersi per la risoluzione della vicenda. Alla Camera dei deputati, la vicenda è finita all’attenzione del sottosegretario al ministero del Lavoro e alle politiche sociali, Luigi Bobba, deputato di Sinistra, ecologia e libertà (Sel), per iniziativa del delupato abruzzese Gianni Melilla (Sel).
Pare che il referente del ministero dello Sviluppo economico stia cercando di individuare, nell’ambito del lavoro di scouting , altri soggetti industriali interessati alla reindustrializzazione del sito di Gissi.
La Regione, che segue costantemente la vertenza, a gennaio ha assicurato l’utilizzo dei fondi comunitari europei per il progetto industriale e occupazionale. I presupposti per la rinascita della ex Golden Lady questa volta ci sono. Non resta che incrociare le dita. «Vediamo cosa accade fra 15 giorni. Aspettiamo certezze», insistono i sindacati. «Qualcosa si è mosso ma ormai di tempo a disposizione e è rimasto davvero poco», ricordano Cgil, Cisl e Uil.
Paola Calvano
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