Riduzione delle liste di attesa: pronto il piano

Documento approvato dal comitato dei sindaci: «Ma serve una verifica trimestrale degli obiettivi»
CHIETI. Il piano industriale aziendale per la riduzione delle liste di attesa e il recupero della mobilità passiva 2023-2025 della Asl 2 è stato al centro della riunione di ieri del comitato ristretto dei sindaci, nella sede della direzione generale di Chieti. Al centro dei lavori il parere dei rappresentanti dei territori in merito al documento che sintetizza le azioni che la Asl metterà in campo al fine di ridurre il numero dei pazienti che sceglie di andarsi a curare fuori provincia e fuori regione.
All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, il sindaco di Chieti, Diego Ferrara, che è anche presidente del comitato; il sindaco di Vasto, Francesco Menna, che è anche presidente della Provincia; di Atessa, Giulio Borrelli. «Il nostro parere è condizionato dalla concretizzazione in progress degli ambiziosi obiettivi sintetizzati dal piano», sottolinea Ferrara. «E il sì che alla fine dell’illustrazione abbiamo deciso di dare, è comunque consapevole che questo documento di buoni propositi deve fare i conti con la tempistica e con risorse umane che sono ridotte al lumicino e da cui non si può prescindere per ottenere risultati, anche se si hanno a disposizione i fondi del Pnrr. Per questa ragione abbiamo chiesto al direttore generale una rendicontazione trimestrale dello stato dell’arte, un vero e proprio cronoprogramma da seguire e stimolare perché quanto promesso si realizzi».
Durante la riunione, la Asl ha confermato la disponibilità economica di 25 milioni di euro a sostegno di un piano di investimenti in attrezzature moderne e ristrutturazioni edilizie: ambulatori, studi specialistici, servizi sanitari, finanziati sempre con le risorse del Pnrr, al fine di potenziare i servizi territoriali. «Una parte di questi fondi», spiega ancora Ferrara, «sarà utilizzata per ristrutturazioni del primo piano del vecchio ospedale Santissima Annunziata, un’altra per lavori di messa in sicurezza dell’ex Pediatrico, un’altra grande fetta andrà alla riorganizzazione di centrali operative territoriali, case e ospedali di comunità. Anche questo intento dovrà fare i conti con i tempi stretti della misura, per tale ragione abbiamo richiesto anche per questo un cronoprogramma veramente efficace e una strategia manageriale capace di misurare l’attuabilità e le criticità di quanto stabilito».
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