Riesplode la guerra degli appalti

Ance contro Comune per l’albo fantasma delle imprese, i costruttori chiedono aiuto al prefetto
CHIETI. Il Comune tarda a stilare l’albo delle imprese da cui attingere per l’affidamento di lavori mediante procedura negoziata e l’Ance del presidente Angelo De Cesare prende carta e penna chiedendo un intervento immediato al prefetto, Fulvio Rocco de Marinis, e al segretario generale del Comune, Celestina Labbadia.
La polemica tra costruttori e l’amministrazione Di Primio si accende di nuovo intorno all’albo delle imprese istituito dai vertici di palazzo d’Achille sei mesi fa con la scadenza dei termini per presentare le domande superata ormai da cinque mesi. Ma dell’albo, ad oggi, neanche l’ombra tanto che l’Ance è tornata sul piede di guerra definendo la condotta dell’ente, in punta di diritto, “censurabile” in quanto, si legge nella missiva indirizzata dai costruttori al prefetto e al segretario generale comunale, “sta, nei fatti, violando un provvedimento da esso stesso adottato e che è dotato, a tutti gli effetti, di efficacia di regolamento”. Non basta. L’Ance del presidente De Cesare, titolare della storica e pluridecorata azienda edile teatina De Cesare ingegner Ulrico srl, non risparmia dalle critiche neppure il dirigente del settore lavori pubblici del Comune, ingegner Paolo Intorbida. In un passaggio della lettera sottoscritta dall’Ance, infatti, si etichetta la condotta del dirigente competente “contraria all’articolo 107 del Testo unico degli enti locali”.
Insomma l’Ance torna a puntare il dito sui criteri di assegnazione degli appalti comunali chiamando in causa, a sorpresa, la massima autorità cittadina, ossia il prefetto di Chieti. Il quale è stato interpellato per dare una decisa accelerata alla costituzione dell’albo delle imprese per l’affidamento dei lavori pubblici mediante procedura negoziata. All’avviso, a cui hanno risposto circa trecento imprese, non ha fatto seguito, a distanza di mesi, la stesura di una graduatoria da scorrere, con una rotazione prevista dalla legge, per assegnare gli appalti cittadini inferiori al milione di euro.
L’albo non c’è e il Comune, a detta dell’Ance, continua a muoversi in completa autonomia penalizzando la categoria.
«Gli uffici del V settore comunale, nonostante le reiterate sollecitazioni provenienti da tutto il sistema imprenditoriale dei costruttori provinciali, non solo non hanno ancora provveduto alla formazione dell’elenco con conseguente mancata operatività dello stesso ma, in barba alle legittime istanze della categoria del settore, continuano - attacca l’Ance - ad affidare consistenti lavori ad imprese, in gran parte provenienti da fuori provincia, scelte in maniera non nota e del tutto arbitraria. Anche i recenti affidamenti di lavori che l’amministrazione ha posto in essere, sempre con procedura negoziata senza pubblicazione del bando di gara, sono la dimostrazione, purtroppo, di quanto da noi affermato».
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