Rifiuti, asili, sport: tutte le stangate
Il 2019 va in archivio come l’anno dei maxi aumenti in ogni settore
CHIETI. Dalla tassa sui rifiuti alle rette degli asili nido, il 2019 va in archivio come l’anno delle stangate. Le tariffe decise dal Comune sono schizzate alle stelle in tutti i settori, scatenando a più riprese le proteste di residenti e associazioni. Ecco qualche esempio concreto.
Con l’aumento della Tari, l’ente ha conquistato un record (negativo) a livello nazionale: Chieti è al quinto posto in Italia nella classifica delle città più care. In un anno le bollette sono salite del 14,6% a fronte di una media nazionale dello 0,9%: peggio di Chieti, soltanto Matera dove si registra una crescita del 19,9%, Catania (17,9%), Pistoia (16,2%) e Imperia (15,7%). La media italiana dice che le bollette hanno visto un incremento di appena tre euro l’anno; nel capoluogo teatino la cifra è di 50 euro.
Passando agli asili nido, si segnalano aumenti dal 16% al 30%, mentre lo scuolabus è stato soppresso nell’ambito della politica di tagli attuata dall’amministrazione Di Primio.
Sono salite fino al 50% in più anche le tariffe dello stadio Angelini e del Palatricalle, così come quelle per l’affitto delle palestre scolastiche: da 7 a 10 euro l’ora. Le squadre che si allenano nei locali delle scuole elementari e medie – soprattutto società di basket, pallavolo e ginnastica – devono pagare oltre ai consueti canoni anche «il rimborso spese forfettario delle utenze (acqua, luce, gas)» e le pulizie. La stangata è arrivata persino sulle fotocopie e sui diritti di segreteria: per visionare «ogni singola pratica edilizia» si devono pagare fino a 100 euro di tasse. Dopo 5 anni dall’ultimo adeguamento, ecco un altro aumento consistente: chi ci rimette sono soprattutto i professionisti, a partire da architetti e ingegneri, che svolgono gli incarichi di consulenti tecnici d’ufficio. (g.let.)
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