Rifiuti, chiesti al Comune danni per 200mila euro

19 Settembre 2016

La Camassa ambiente, ex gestore del servizio, ricorre al Tribunale delle imprese Sotto accusa i guadagni saltati dal mancato avvio della raccolta differenziata

LANCIANO. Ancora grane per il Comune di Lanciano sul fronte del servizio di igiene urbana. A citare in giudizio l’ente al Tribunale delle imprese dell’Aquila è questa volta la Camassa ambiente, subentrata alla Rieco a metà marzo dello scorso anno e che ha gestito il servizio fino alla fine di dicembre, quando l’igiene urbana è stata affidata alla società pubblica EcoLan spa a seguito di un incarico in house. La Camassa vanterebbe un credito nei confronti del Comune di oltre 200mila euro. La somma è stata calcolata conteggiando il mancato guadagno e, dunque, il danno subito dalla società per non aver avviato la raccolta differenziata porta a porta. Per la ditta se non si è potuto effettuare da subito il servizio di differenziata “spinta”, la colpa è da addebitare al Comune che non l’avrebbe favorita nell’espletamento del servizio. Ancora: la Camassa ha fatto opposizione alle sanzioni, per alcune decine di migliaia di euro, inflitte dal Comune. L'ente, a seguito della verifica di una serie di disservizi, ha trattenuto sulla quota da pagare alla società il costo di diverse sanzioni. Solo nel luglio 2015, ad esempio, il Comune aveva multato la società di 5mila euro per aver lasciato una strada sporca e circa 20mila euro per aver utilizzato un mezzo senza revisione.

L’avvicendamento tra la Rieco spa e la Camassa ambiente, a pochi mesi dallo scadere del termine del servizio (dicembre 2015) si era verificato a seguito di una sentenza del Consiglio di Stato del 2012. La Intini Source (rilevata dalla Camassa) aveva infatti presentato ricorso contro l’aggiudicazione fatta dal Comune nel 2010 alla ditta gestita dalla famiglia Di Zio, la Rieco. Di qui il passaggio di consegne il 15 marzo 2015. Ma il servizio non è partito sotto i migliori auspici. Disagi, segnalazioni dei cittadini a causa di discariche improvvisate in ogni angolo della città, cassonetti stracolmi, strade sporche e spese extra del Comune per la riparazione e il noleggio dei mezzi utilizzati per il servizio, hanno caratterizzato i primi mesi di gestione. Le difficoltà sono state dovute anche al fatto che la Camassa non ha potuto utilizzare da subito i mezzi comunali (in quel periodo inutilizzabili o sotto perizia tecnica) facendo arrivare da Bari alcuni mezzi propri.

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