Rifiuti, da un anno la tariffa non scende

7 Maggio 2020

Carinci e Gallo (M5S): «Aumenti continui rispetto agli annunci. E il centrodestra non parla più di gestione ai Comuni»

CUPELLO. Lievitano i costi per il conferimento dei rifiuti nell’impianto del Civeta, la cui terza vasca – quella gestita dalla Cupello Ambiente – continua ad essere chiusa per decisione della Regione. Da mesi sembra sceso il sipario sul Consorzio intercomunale di Cupello, ma a riaccendere i riflettori sugli aumenti tariffari, iniziati dal 20 marzo 2019 in seguito al sequestro della vasca finita nel mirino della Procura, è il gruppo consiliare del Movimento 5 stelle.
«A causa del sequestro giudiziario della terza vasca, il Civeta ha chiesto e ottenuto dai Comuni consorziati sensibili aumenti tariffari, giustificati dalla necessità di conferire i rifiuti presso altri impianti di smaltimento», dicono Dina Carinci e Marco Gallo, «a partire dal 20 marzo 2019 il costo di conferimento dell’indifferenziato secco è stato aumentato da 122 a 150 euro/tonnellata (+ 23%), mentre il costo della frazione umida è salito da 89 a 96 euro/tonnellata (+ 8%). Gli aumenti, secondo quanto scritto dal Civeta ai Comuni, sarebbero stati applicati “fino al superamento delle attuali difficoltà gestionali”. Il 23 luglio 2019 la sindaca di Cupello, Graziana Di Florio, informava i cittadini del territorio che, grazie a un’ordinanza del presidente della Regione, Marco Marsilio, la crisi del Civeta poteva considerarsi superata con la regolare ripresa dei conferimenti. È con una certa meraviglia, quindi, che abbiamo constatato come il Civeta abbia protratto gli aumenti tariffari fino al 31 dicembre 2019, invece di sospenderli a luglio, dopo la fine dello stato di emergenza. Ma non finisce qui», incalzano i due consiglieri pentastellati, «visto che ad inizio 2020 le fatture del Consorzio intercomunale evidenziano per l’umido un costo di 99 euro/tonnellata, superiore di ben 10 euro a tonnellata rispetto al costo 2019 prima del sequestro della terza vasca. Il tutto nel silenzio assordante del sindaco di Vasto, Francesco Menna che, nonostante Vasto detenga il 44% delle quote del Civeta, è assente di fronte a vere e proprie prevaricazioni in danno dei cittadini. Relativamente ai sindaci di centrodestra, al di là degli spot propagandistici e riverenti nei confronti di rappresentanti della loro stessa parte politica, dovrebbero spiegare se qualcosa si è inceppato nel virtuoso meccanismo della giunta regionale di centrodestra e perché non hanno nemmeno tentato di arginare le assurde pretese del Civeta che chiede ai cittadini di rimborsare prontamente i danni derivanti da una scellerata gestione. Il centrodestra ha chiesto per anni la fine del commissariamento del Consorzio, ma ora che il commissario ha il cappello verde, va tutto bene e non è più necessario che i sindaci riprendano la gestione del Civeta? Il M5S ritiene invece che il commissariamento debba finire subito per dare spazio ad una gestione democratica e partecipata da parte dei sindaci, cui è demandato d’interpretare le esigenze dei cittadini e del territorio, indirizzando il Civeta verso obbiettivi chiari e sostenibili che ne ridefiniscano efficacemente l’attuale incerto futuro», concludono Carinci e Gallo.
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