Rifiuti, Di Stefano: tecnici al posto dei sindaci

30 Agosto 2016

Il deputato chiede all’EcoLan la modifica dello statuto e una commissione di esperti per i controlli

LANCIANO. «Modificare subito lo statuto e nominare una commissione di tecnici che svolga il controllo analogo al posto del comitato ristretto dei sindaci che non rappresenta la totalità dei soci». Il deputato di Forza Italia, Fabrizio Di Stefano, torna a parlare di rifiuti e degli affidamenti in house di alcuni comuni alla EcoLan spa, società pubblica partecipata da 53 sindaci soci. Questa volta l’occasione è la segnalazione da parte dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato che, su spinta di Confindustria, ha scritto alla presidenza della Regione e ai Comuni di Lanciano, Orsogna, Ortona e Treglio proprio riguardo gli affidamenti diretti del servizio di igiene urbana alla EcoLan. Il presidente facente funzione dell'Autorità garante, Gabriella Muscolo, ha firmato un documento in cui «auspica che la gestione dei servizi pubblici locali ricompresi nel settore dei rifiuti urbani sia ispirata all’esigenza di circoscrivere l’affidamento in house entro i limiti tracciati dall’ordinamento comunitario e alle sole ipotesi in cui tale modalità di gestione risulti conveniente con riferimento agli obiettivi di universalità e socialità, efficienza, economicità e qualità del servizio».

La questione è annosa. L’affidamento in house di un servizio essenziale come l’igiene urbana a una società pubblica di cui 53 sindaci sono soci diretti, ha scardinato le dinamiche gestite, fino a qualche mese fa, quasi essenzialmente da privati. La EcoLan ha all’attivo 13 comuni in cui gestisce il servizio. Ma sono tanti anche i ricorsi. Come quello del Comune di Orsogna e, non ultima, la segnalazione dell’Autorità garante. «Non sono contro l’affidamento in house», chiarisce Di Stefano, «ma va fatto secondo la legge e i principi di efficienza ed economicità, cosa, quest’ultima che, nel caso di Lanciano, non si è verificata dato che il servizio costa di più». Nel mirino anche il controllo analogo, svolto alla EcoLan dal comitato ristretto di 9 sindaci, ma che, secondo l’Autorità garante, “non è rappresentativo”. «Organismi di controllo composti da tecnici», suggerisce Di Stefano, «potrebbero valutare ad esempio sponsorizzazioni a gogo e concorsi sotto elezioni. A febbraio a Lanciano sono stati selezionati 110 candidati, ma di questi sono entrati solo 20. Inspiegabilmente i nomi sono stati resi noti solo dopo i risultati del ballottaggio».

Daria De Laurentiis

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