Rifiuti, il Consorzio ha zero debiti

12 Novembre 2014

Il “miracolo” grazie alla Piattaforma di certificazione dei crediti

FARA FILIORUM PETRI. Un milione e 700mila euro in debiti abbattuti dal Consorzio dei rifiuti del Chietino in una sola mossa. E' andata a buon fine l'adesione alla Piattaforma per la certificazione dei crediti istituita dal Ministero dell'Economia e Finanze, un sistema che con l'ausilio della telematica consente ai creditori per forniture e servizi di tracciare ogni fase dell'operazione, dall'accordo al pagamento. Il capitolo debitorio, uno dei più spinosi per il Consorzio nell'ultimo decennio, si era aperto con la crisi dei Comuni consorziati, in difficoltà nei versamenti regolari delle quote a copertura dei servizi di raccolta e smaltimento svolti attraverso il braccio operativo Consac. La possibilità di anticipo dei debiti a carico dello Stato è l'ultima operazione svolta dal consiglio di amministrazione presieduto da Adamo Carulli, al quale è subentrato a metà ottobre nella presidenza il sindaco di Vacri Piergiuseppe Mammarella. «L'accordo per l'utilizzo della Piattaforma», spiega Carulli, a capo del Consorzio per due anni dal 2012, «era un obiettivo fissato già quando il governo stava per varare l'attesa misura contro l'enorme debito accumulato dalla pubblica amministrazione nei confronti dei fornitori privati. E così», racconta l'ex presidente, «abbiamo già potuto smaltire il credito vantato nei nostri confronti». Il meccanismo di certificazione prevede l'anticipo di cassa da parte di una banca in virtù della certificazione del credito. Entro un anno dall’anticipazione della banca, il Consorzio deve contrarre un mutuo dell’importo di 1,7 milioni di euro da restituire in 20 anni, così che i Comuni potranno diluire la spesa in piccole rate. La Cdp, invece, rimborsa da subito la banca anticipataria, mentre il rientro del Consorzio avviene tramite mutuo. «Oltre alla cifra certificata», annota l'ex presidente, «al Consorzio resteranno solo i nuovi debiti di quest’anno per investimenti necessari». A smaltire l'indebitamento in forma frazionata e programmata sarà il passaggio obbligato del rinnovo della quota del 49% di Consac, che verrà nuovamente messa sul mercato. «Operazione», precisa Carulli, «che prelude al commissariamento previsto per tutti i consorzi in vista della gestione regionale che sostituirà regime consortile. Ma questo spetterà al nuovo cda a cui io e la mia vice Tina Di Girolamo abbiamo passato la mano e a cui auguriamo buon lavoro». (f.b.)

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