Rilancio della Denso Fissato il vertice azienda-forze sociali

I sindacati chiederanno a che punto è il piano di investimenti E c’è la cassa integrazione che interessa 150 operai al giorno
SAN SALVO. I segretari provinciali di Cgil, Cisl, Uil e Fismic, Alfredo Fegatelli, Primiano Biscotti, Nicola Manzi e Nicola Amicucci, incontreranno il prossimo 8 febbraio i dirigenti della Denso Manufacturing. Durante l’incontro i rappresentanti del colosso giapponese faranno il bilancio della situazione, rapportando le attuali condizioni a quelle di un anno fa. I rappresentanti sindacati sono tutti concordi nel ritenere che la sicurezza del posto di lavoro è la priorità e per ottenerla sono necessari nuovi investimenti e contestualmente nuovi e stabili ordinativi. È soprattutto sugli investimenti che insisteranno i sindacati. L'azienda deve confermare gli annunciati 56 milioni di investimenti in tre anni.
«In questi mesi sono stati utili gli ordinativi arrivati dal Brasile e dal Tennessee», ha rimarcato Primiano Biscotti. «Altri arriveranno ad aprile. È però necessario che arrivino nuovi e duraturi prodotti per azzerare la cassa integrazione». È quello che i lavoratori sperano di ottenere.
Attualmente alla Denso ci sono ancora mediamente 150 lavoratori al giorno in cassa integrazione. «È troppo», ha più volte lamentato Alfredo Fegatelli. Rispetto a un anno fa i bilanci dell'azienda vanno meglio ma il ricorso agli ammortizzatori sociali è ancora pesante. Da due anni, infatti, il mondo dell’industria vastese è in sofferenza e tanti lavoratori sono in cassa integrazione. La Denso non fa eccezione. Nonostante i sacrifici economici che questo comporta, decine di famiglie vivono nel timore di veder dirottare altrove i finanziamenti dell’azienda. La caduta dei volumi produttivi dovuti alla pandemia prima e alla crisi dei semiconduttori dopo, ha determinato in questo anno fiscale l’aggravarsi progressivo della situazione. Questa incertezza di mercato ha fatto sì che la Denso ad oggi non abbia ancora deciso dove allocare in Europa le produzioni di vetture elettriche.
«Il prossimo 8 febbraio chiederemo conto di questo», dicono i segretari sindacali convinti che siano necessari investimenti per diversificare la produzione e non solo. A San Salvo centinaia di famiglie sono in attesa delle decisioni che il colosso giapponese prenderà. (p.c.)
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