Rilancio in Val di Sangro, c’è un progetto bloccato

2 Aprile 2022

La denuncia del gruppo di maggioranza di Atessa su un centro di ricerca «Dopo il via libera del governo, la proposta di 22 Comuni resta ancora ferma»

ATESSA. «Da tempo abbiamo istruito un complesso progetto di Contratto istituzionale di sviluppo (Cis) della Val di Sangro ma è fermo in Regione, da circa un anno», questa la presa di posizione del gruppo di maggioranza, Uniti per Atessa, contro la Regione. L’attuale amministrazione comunale ha istruito, in qualità di ente capofila e insieme con altri 22 comuni della Val di Sangro, un cosiddetto Cis, che prevedendo ingenti risorse, ha lo scopo di radicare e sviluppare, in modo più solido, la produzione in Val di Sangro, su un concetto di “industria sostenibile” basata su moderne infrastrutture, su un parco energetico che affranchi dalle energie fossili, nella prospettiva di una vera transizione, su un centro per l’innovazione e la ricerca nel campo dell’automotive. Al tempo stesso vanno realizzate opere che favoriscano una maggiore vivibilità e attrattiva del territorio, fatto anche di aree interne pedemontane e montane, mai compiutamente servite da reti connesse ed efficienti. La proposta del Cis ha richiesto un confronto intenso sia con il precedente governo nazionale (Conte), sia con l’attuale (Draghi), ed una fase progettuale molto complessa ed articolata, documentata da centinaia di pagine inviate a tutti gli Enti e gli organismi preposti. «Grazie alle sollecitazioni da parte dell’attuale amministrazione», afferma in una nota Uniti per Atessa, «si è riuscito ad imprimere una notevole accelerazione alle strutture ministeriali preposte all’iter di definizione del Cis». A maggio del 2021 il direttore generale dell’Agenzia per la coesione territoriale, Paolo Esposito, ha trasmesso alla Regione, la proposta progettuale inviata dal Comune di Atessa, con invito a fornire, con l’urgenza del caso, ogni relativa valutazione di competenza. «A circa un anno dall’invio», precisa il gruppo di maggioranza, «nonostante l’urgenza segnalata, tutto tace in Regione Abruzzo, che di recente ha istituito un tavolo per l’automotive, che vogliamo augurarci produca risultati concreti e immediati. Crediamo che il Cis sia la migliore risposta a chi ci accusa di non avere capacità progettuali ed una visione strategica. Ci auguriamo, ora, che la Regione, senza alcun tentennamento in vista delle prossime elezioni amministrative, faccia la sua parte e si decida a prendere subito in esame il nostro progetto».