Rinasce il Chieti Fc «Nuovo stadio nell’area ex Ciapi»

Entusiasmo alle stelle nell’incontro tra tifosi e dirigenti Il presidente Trevisan: impianto da 2.500-5.000 posti
CHIETI. Il Chieti Fc 1922 riparte con l'entusiasmo dei tifosi, un simbolo rinnovato e un sogno nel cassetto: la realizzazione di un nuovo stadio. Giovedì sera, nella sala conferenze del bar White House, i tifosi hanno partecipato all'assemblea popolare organizzata dagli ultras, Ottantanove Mai Domi, per annunciare il cambio di denominazione della società. Un serata di festa che ha alzato il sipario sul nuovo Chieti. Era presente anche il presidente Giulio Trevisan, che ha confermato la volontà di costruire un nuovo stadio. «Molti pensano che il mio sia un obiettivo troppo ambizioso ma vi dico che non è irrealizzabile», spiega Trevisan, affiancato dai soci Filippo Di Giovanni e Cristian Pollio. «Abbiamo pronto un progetto e abbiamo chiesto al Comune di creare le condizioni affinché i tempi siano rapidi. È possibile accedere ai finanziamenti dell'Istituto per il credito sportivo. L'idea è di chiedere in concessione all'università l'area del Ciapi, attualmente inutilizzata, nella zona industriale. L'obiettivo è costruire un impianto da 2.500 posti, ampliabile fino a 5.000».
Il nuovo simbolo. Nel corso della serata, gli Ottantanove Mai Domi hanno presentato il nuovo simbolo da loro ideato. Si torna alle origini: sfondo a strisce nere e verdi con la raffigurazione di Achille a cavallo e uno scudo bianco e rosso, che rappresentano i colori della città. «Questo simbolo rappresenta la teatinità», spiegano gli ultras della curva Volpi, «siamo pronti a tornare allo stadio per riportare in alto il nome della città».
I programmi. Settore giovanile, prima squadra e campo di allenamento: sono stati questi i temi trattati da Trevisan. «Il nostro progetto di fare calcio è basato sulla solidità», dice il presidente neroverde. «Inizieremo un percorso con il settore giovanile che verrà affidato a Carlo Angelozzi, allenatore di Chieti. Il settore giovanile è fondamentale: i ragazzi fin da bambini devono indossare la maglia neroverde. Solo così riusciremo a creare un progetto di lunga durata». Il problema della città resta quello degli impianti sportivi. «Ho parlato con il sindaco per trovare una soluzione. La buona notizia è che potremo continuare ad allenarci a Cepagatti». Il Tar ha accolto la richiesta di sospensiva della società teatina dopo che il Comune di Cepagatti aveva disposto la risoluzione del contratto di affidamento del campo Marcantonio. «Lavoriamo anche per la prima squadra, muovendoci soprattutto sul mercato dei fuori quota. Vedere tanta gente è uno stimolo in più per fare bene. Il nostro progetto vuole ridare speranza alla città».
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