Volontariato

Ripulita anche l’antica fonte dopo le Torri montanare

LANCIANO. Sono ora visibili le bocche delle 6 teste che rappresentano volti umani con criniere di leone, dalle quali sgorga limpida e fresca l’acqua della “Fonte del borgo”. Sono tornate alla luce...

LANCIANO. Sono ora visibili le bocche delle 6 teste che rappresentano volti umani con criniere di leone, dalle quali sgorga limpida e fresca l’acqua della “Fonte del borgo”. Sono tornate alla luce la pavimentazione originaria, nascosta sotto centimetri di terra e fango, e la scalinata della fonte, che risale al XVI secolo. Grazie al lavoro e all’impegno di una trentina di giovani che hanno aderito al progetto “Io amo Lanciano”degli assessorati all’ambiente e ai lavori pubblici attraverso cui cittadini e associazioni si occupano della pulizia e riqualificazione dei luoghi simbolo della città.

«Siamo soddisfatti delle due iniziative svolte nei giorni scorsi (pulizia del fossato delle Torri montanare e della Fonte del borgo, ndc)e soprattutto che ogni volta rispondono all’appello tanti ragazzi», afferma Angelo Laccisaglia, consigliere comunale Pd e responsabile del progetto, «che apprendono e plaudono all’iniziativa tramite Facebook, ma che poi lasciano la tastiera e concretamente si ritrovano a pulire i tesori della città. C’erano circa 30 giovani tra associazioni Liberamente, Lancianolab, Punti di svista, Lanciano in Comune e Oriente Immaginario e semplici cittadini a pulire la storica fonte. Molto bella la presenza di una signora con una bimba portata proprio per farla avvicinare alla conoscenza dei monumenti cittadini e al loro rispetto e amore».

Ed è l’amore ad aver spinto, sotto il sole rovente, nei giorni scorsi, i ragazzi a pulire l’intera area dai rifiuti, soprattutto cartacce e lattine buttate da incivili dalla strada che costeggia la fonte. Duro il lavoro per rimuovere la terra accumulata dopo le piogge della scorsa settimana sul pavimento, delicata la pulizia del muschio che ricopriva le bocche dalle quali sgorga l’acqua che poi scivola lungo il lavatoio dove un tempo le donne lavavano i panni e riempivano le conche. «È un lavoro che si dovrebbe fare più volte nell’anno», commenta Laccisaglia, «purtroppo il Comune non ha i fondi per farlo e se ne devono occupare le associazioni. Per fortuna stanno nascendo progetti di adozione di monumenti e aree verdi».

Senza le associazioni o i progetti scolastici che portano i bambini a occuparsi di fontane e palazzi, i monumenti vivono nell’incuria. «La situazione migliorerà col regolamento sulle sponsorizzazioni appena approvato in consiglio», assicura l’assessore all’ambiente, Evandro Tascione, «il Comune può affidare ai privati, in cambio della pubblicità, la manutenzione di rotonde, aree verdi, monumenti. Inoltre si dà la possibilità alle associazioni di “adottare” opere e spazi verdi”.

Teresa Di Rocco

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