Rischia l’investimento all’ingresso della scuola: alunno salvo per poco

15 Febbraio 2024

L’associazione “1000 alberi”: «Non c’è più la zona vietata alle auto» L’assessore Palmieri: «Veicoli nelle aree scuolabus, faremo controlli» 

LANCIANO. «Un bambino ha rischiato di essere investito da un'auto davanti scuola. Questo non accadeva lo scorso anno con le zone di rispetto vietate al traffico veicolare». L'associazione “1000 alberi” torna a protestare contro la mancata riattivazione da parte del Comune delle strade scolastiche, zone di rispetto attorno alle scuole dove viene sospeso temporaneamente il traffico veicolare per permettere ad alunni e personale di muoversi con maggiore sicurezza. E lo fa «dopo l’ennesimo incidente sfiorato ieri mattina davanti la scuola Principe di Piemonte», sostiene l'associazione, «dove una persona con la sua auto in retromarcia per pochissimo non ha investito un bambino, a causa anche di tutte le macchine parcheggiate davanti scuola che ostruiscono la visuale».
La “zona di rispetto”, attivata lo scorso anno attorno a quattro istituti, quest'anno non è stata confermata. Di fatto è un'esperienza che va avanti, con la chiusura delle strade davanti ai plessi scolastici, alla primaria Eroi Ottobrini e all'istituto d'Annunzio, nel quartiere Santa Rita. «È stata invece abolita a Principe di Piemonte come davanti la scuola Mazzini, per motivazioni che ci sono ancora incomprensibili», dichiara l'associazione, «il Piedibus è un servizio i cui benefici sono indiscutibili sia per il benessere psico-fisico dei giovani partecipanti, che godono anche di una formidabile occasione di socializzazione e crescita dell’autostima, sia per la sicurezza e la salute dell’intera comunità attraverso, ad esempio, una riduzione dell’inquinamento generale a causa del minor numero di vetture in circolazione. Va però completato con le strade scolastiche, che non sono a vantaggio solo del Piedibus ma favoriscono tutti indistintamente, che partecipino o meno all’accompagnamento organizzato. Il Comune invece, dopo aver promesso pubblicamente l’estensione a tutti gli istituti delle fasce di sicurezza attorno ad essi, in pochi mesi al contrario non solo non le ha aumentate, ma addirittura ne ha tagliata la metà».
Il patto di collaborazione firmato con il Comune, inoltre, prevede una serie di forme di sostegno dal parte dell'ente che, secondo “1000 alberi”, sono totalmente disattese. «A questo punto ci chiediamo concretamente se valga la pena in queste condizioni continuare con il progetto», si chiede l'associazione, «venendo a mancare quel sostegno e quelle norme di sicurezza indispensabili perché funzioni al meglio. Dispiacerebbe tantissimo soprattutto per le bambine ed i bambini che da cinque anni ne usufruiscono con gioia e per i genitori che ne sono entusiasti, ma la sconfitta e le responsabilità non sarebbero certo dei valorosi volontari che ogni giorno si impegnano con la massima accortezza».
Il Comune, come specificato più volte dall'assessore Paolo Bomba, continua a subordinare l'attivazione delle “strade scolastiche” alla stesura di un piano urbano della mobilità sostenibile, di cui si parla da mesi ma che ancora non vede la luce. «Ieri sono stato a Principe di Piemonte all'orario di uscita e ho constatato che le aree destinate ai due scuolabus sono occupate dalle auto», rileva da parte sua l'assessore all'istruzione Angelo Palmieri, «gli autisti sono costretti a fermarsi in mezzo alla strada. Segnalerò il problema al comandante della polizia municipale affinché non capiti più che i bambini debbano districarsi in mezzo alle auto».
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