Rischio crolli in zona Sant’Anna: arrivano i rilevatori anti frane

Installati quattro inclinometri sulla collina: servono per monitorare il dissesto idrogeologico dell’area E dopo la chiusura dell’edificio comunale proseguono i controlli, Rispoli: «L’allerta resta al massimo»
CHIETI. Un sistema di rilevatori iper tecnologici per limitare il rischio di frane. Sulla collina di Sant’Anna arrivano 4 inclinometri, dopo la frana dell’11 agosto che ha costretto il Comune a chiudere l’autoparco comunale. L’abbassamento repentino dell’area in cui sorge l’autoparco, che ha provocato delle lesioni alle pareti e ai pavimenti, ha costretto il Comune ad avviare una serie di controlli sul posto. E negli ultimi giorni sono stati posizionati 4 inclinometri: si tratta di piccole sonde fondamentali per il monitoraggio dei territori a rischio frane. Questi apparecchi consentono di osservare gli spostamenti orizzontali in profondità. La misurazione viene effettuata introducendo un tubo inclinometrico, che viene installato in un foro praticato in precedenza con un sondaggio verticale. All’interno del tubo viene poi inserita una sonda che, dotata di sensori di elevata precisione, consente di misurare l’inclinazione del tubo in corrispondenza di una determinata sezione e, attraverso misure ripetute nel tempo, lo spostamento orizzontale. Così è possibile tenere d’occhio il dissesto idrogeologico, identificare le zone della collina più a rischio e anche la grandezza delle superfici potenzialmente coinvolte dal fenomeno franoso. «L’attenzione», sottolinea l’assessore ai lavori pubblici, Stefano Rispoli, «resta alta. Sin dai primi momenti come amministrazione comunale ci siamo attivati, insieme agli uffici tecnici, per valutare la situazione. Il nostro monitoraggio è continuo».
La frana all’autoparco della settimana scorsa aveva fatto scattare l’allarme e il sindaco Diego Ferrara ha subito messo al corrente prefettura, comando dei vigili del fuoco e polizia municipale per fare il punto sulle condizioni della struttura, in cui lavorano 13 dipendenti, e trovare una via per la messa in sicurezza dell’area. Contattata dal Comune anche la ditta responsabile del cantiere sottostante, anch’essa pronta ad attivare i suoi monitoraggi con apparecchiature speciali. Nel frattempo, l’amministrazione sta vagliando la possibilità di spostare nel parcheggio di via Papa Giovanni XXIII alcuni mezzi in modo che l’autoparco possa continuare a funzionare e ciò fino a quando la situazione non sarà più chiara e «non ci sarà un percorso risolutivo che assicuri la stabilità dell’area». «Proseguiremo a seguire l’evolversi del fenomeno», ha detto il sindaco, «con la speranza che sia limitato a quanto già si è manifestato e non generi ulteriori rischi per le strutture lì presenti e la pubblica incolumità».
Da decenni il dissesto idrogeologico mette a rischio la collina teatina. I casi più evidenti sono quelli della zona di Santa Maria dove due palazzi, il Trinchese e il Panoramico (quest’ultimo solo a metà), sono stati sgomberati e abbattuti. Nella zona di Santa Maria, soprattutto lungo via Arenazze, sono molte le criticità. A luglio scorso, però, il Comune ha ottenuto un maxi finanziamento da 4,9 milioni di euro per mettere in sicurezza il territorio: ben 2 milioni di euro dei quasi 5 sono da destinare a questa zona e, in particolare, a via Arenazze; un altro milione di euro sarà dedicato agli interventi di messa in sicurezza del viadotto di Madonna delle Piane; altri lavori, per un totale di 1,2 milioni di euro, riguarderanno la manutenzione straordinaria di diverse strade del territorio comunale.
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