Rissa al bar, famiglia sotto accusa
Dopo la lite con una spranga, arriva il divieto di entrare in paese
MOZZAGROGNA. Avevano provocato una rissa davanti a un bar, a distanza di circa un mese scattano le misure di prevenzione per i componenti di una famiglia di etnia rom di Lanciano. Il questore di Chieti, Ruggiero Borzacchiello, ha emesso i provvedimenti dell’avviso orale e del divieto di far ritorno nel comune di Mozzagrogna a carico di O.D.R., il capofamiglia, V.D.R., la moglie, e i figli F.D.R. e P.D.R.. I fatti, che avevano coinvolto l’intera famiglia rom residente a Lanciano, risalgono alla sera di Ferragosto. Verso le 20 mentre F.D.R., 38 anni, transitava su viale Frentano con l’automobile, una Fiat Panda, aveva avuto un problema ad uno pneumatico. L’uomo si era fermato con l’auto nella piazzola del bar La Quercia e nel locale aveva chiesto una chiave per cambiare la gomma. Un avventore del bar, G.G., 37 anni, originario di Avellino e residente in zona, gli aveva porto l’attrezzo, risultato però non compatibile. A quel punto F.D.R. si era inferocito e, presa una mazza da baseball nell’auto, aveva aggredito il cliente del bar. Quest’ultimo per difendersi aveva rimediato sul posto una spranga di ferro. Mentre i due se le davano reciprocamente, da Lanciano erano sopraggiunti i familiari del rom, da lui chiamati. La zuffa era andata avanti fino all’arrivo dei carabinieri della stazione di Fossacesia e del Norm di Ortona. I due protagonisti della rissa avevano riportato lesioni, medicate in ospedale: 30 giorni di prognosi per G.G. e 15 per F.D.R.; tutti e 5 erano stati denunciati per rissa.
L’episodio è finito all’attenzione del questore che, proprio perché a tenere una condotta riprovevole è stata un’intera famiglia, ha provveduto a emettere le misure di prevenzione a carico dei suoi componenti: l’avviso orale, ovvero l’invito a cambiare condotta (è l’anticamera della sorveglianza speciale), e il divieto, per tre anni, di fare ritorno a Mozzagrogna. (s.so.)

