Rissa e coltellate, martedì gli interrogatori

18 Febbraio 2023

Gli avvocati di tre indagati chiederanno di annullare la misura del divieto di dimora in provincia

VASTO. Sono stati fissati per martedì gli interrogatori dopo la misura cautelare del divieto di dimora nel territorio della provincia di Chieti emessa dal gip Silvia Lubrano, su richiesta del pm Silvia Di Nunzio, nei confronti di L.M., 34 anni, e dei 24enni D.P.A. e D.L.L. I tre, protagonisti la scorsa estate di una rissa, sono indagati a vario titolo con altri 5 giovani per i reati di lesioni personali aggravate, detenzione e porto illegale di armi comuni da sparo e oggetti atti a offendere, esplosioni pericolose e danneggiamento. La loro posizione è molto delicata. Il difensore, l'avvocato Massimliano Baccalà, è pronto a combattere in aula. E non solo. Il legale ha annunciato un ricorso contro l'allontanamento dei suoi assistiti da tutta la provincia. «È una vicenda indubbiamente delicata», afferma l'avvocato Antonello Cerella, altro difensore di 3 indagati.
Una brutta esperienza per E.C., 28 anni, non indagata e parte offesa. La giovane venne trasferita all'ospedale Santissima Annunziata di Chieti, con una ferita alla schiena. La lama del coltello le trapassò il polmone. «La mia assistita», ha ricordato l'avvocato Alessandro Orlando, legale della donna, «è viva per miracolo». E.C. venne ricoverata nel reparto di Pneumologia. In quel parapiglia venne ferito anche un altro giovane, L.D., 29 anni, di Scerni, colpito alla testa e alla coscia. Quest'ultimo, assistito dagli avvocati Arnaldo e Francesco Tascione, era distante dalla donna ferita. Gli investigatori hanno appurato che i coltelli spuntati fuori durante la violenta zuffa furono due: uno usato dal feritore di L.D. e un altro dalla persona che ferì E.C.. Contro quest'ultimo partì la spedizione punitiva di un gruppo di rivali. Qualcuno sparò all'auto del 29enne parcheggiata sotto casa. Non un colpo, ma una raffica di colpi. I residenti raccontano di avere sentito più spari. I colpi crivellarono il parabrezza dell'auto di L.D.. L'uomo era a letto. Quando sentì gli spari scese in strada con la compagna, vide l'auto e avvisò alcuni amici. In 5 affrontarono la persona che, secondo L.D., avrebbe sparato alla sua auto e una coppia che era con lui. Mentre L.D. discuteva con il presunto sparatore, a poca distanza fu ferita E.C.(p.c.)
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