Rissa, il questore chiude il bar per 15 giorni

Cinque denunciati e un ferito: sospesa la licenza al titolare del locale della Marina per i fatti del 25 aprile
VASTO. La polizia del commissariato di Vasto ha eseguito ieri un decreto di sospensione della licenza di pubblico esercizio al bar della Marina teatro lo scorso 25 aprile di una violenta rissa finita con un ricovero in ospedale e cinque denunce. A darne notizia è stata ieri la dirigente facente funzione del commissariato di Vasto, la dottoressa Rosetta Di Santo.
«Il titolare del bar», spiega la polizia in una nota, «il giorno della rissa omise di avvertire le forze dell'ordine, nonostante i gravi e violenti fatti che stavano accadendo all'interno del suo locale». Quel giorno nel bar si verificò una violenta lite tra avventori, molti dei quali già noti alle forze dell'ordine e gravati da precedenti di polizia. La rissa proseguì all'esterno del bar. Al termine della zuffa uno dei partecipanti fu costretto a ricorrere alle cure dei sanitari dell'ospedale San Pio da Pietrelcina di Vasto per traumi contusivi multipli del cranio e del massiccio facciale.
«In considerazione», annota la polizia, «della condotta omissiva del titolare circa l'allertamento delle forze dell'ordine, nonché tenendo conto della sua partecipazione alla rissa, il questore di Chieti, Francesco De Cicco, ha disposto la chiusura dell'esercizio pubblico per 15 giorni così come contemplato dall'articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. In tal modo si vuole cercare di escludere che possano ripetersi situazioni che potrebbero ulteriormente mettere a rischio l'ordine e la sicurezza pubblica».
L'esercente è stato inoltre sanzionato amministrativamente per avere dato vita senza prima avere ottenuto la prescritta autorizzazione, ad un intrattenimento musicale danzante. Proprio dalla diffusione della musica era scaturita la rissa. Tutti i partecipanti alla baruffa sono stati denunciati all'autorità giudiziari per i reati di rissa e lesioni aggravate. Due di loro devono rispondere anche di lesioni personali, visti i traumi e le ferite riportate da un contendente, giudicate guaribili in dieci giorni. Fondamentali per le indagini sono state le immagini della videosorveglianza. (p.c.)
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