Ristoratori sul piede di guerra: «È impossibile lavorare»

8 Agosto 2021

CHIETI. A fare le spese delle chiusure idriche notturne nella parte alta della città sono soprattutto i commercianti del settore della ristorazione che lavorano fino a tarda notte. Dopo oltre un anno...

CHIETI. A fare le spese delle chiusure idriche notturne nella parte alta della città sono soprattutto i commercianti del settore della ristorazione che lavorano fino a tarda notte.
Dopo oltre un anno alle prese con l’emergenza Covid, con l’ultima novità del Green pass che ha creato non poche difficoltà, adesso i gestori di pub e ristoranti si ritrovano a farei conti con le chiusure varate dall’Aca. E soprattutto con le incertezze dovute al fatto che non sempre l’Aca ha rispettato quanto da lei stessa assicurato sugli orari delle chiusure.
«Dopo le varianti del Covid, adesso abbiamo a che fare con la variante Aca», dice Niki Sprecacenere, titolare del pub Sprecacè, suggestivo locale in pieno centro storico che, proprio perché si trova nella parte più antica della città, non ha la possibilità di installare un autoclave.
Lui e tutti gli altri gestori che si trovano nelle sue condizioni sono ovviamente i più penalizzati. C’è chi ha qualche piccolo sistema di accumulo, ma se l’acqua viene chiusa alle 22, anziché alle 23.30 come assicurato all’amministrazione comunale, anche chi possiede riserve idriche viene spiazzato.
Protestano anche le associazioni di categoria della città: Daniele Giangiulli, direttore di Confartigianato Chieti L'Aquila, chiede che «l’Aca si assuma le sue responsabilità e il Comune faccia rispettare gli impegni presi, troppo spesso disattesi. È capitato, per esempio, che la città soffrisse di carenza idrica anche di giorno e anche nelle zone in cui, come a Chieti alta, non fosse prevista alcuna riduzione». (a.i.)
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