Ritardi e disagi con gli autobus per gli studenti tornati in classe

12 Gennaio 2021

Un esercito di 2mila ragazzi al rientro in aula tra ingressi scaglionati e novità sul piano della mobilità Dirigenti e vicepresidi degli istituti: «Ragazzi felici di ricominciare, valuteremo i problemi di trasporto»

LANCIANO . Emozionati come fosse davvero il primo giorno di scuola e disorientati dalle novità del piano trasporti. È tornato a scuola l’esercito degli studenti delle superiori, seppure con la metà delle forze. Poco più di 2mila ragazzi ieri hanno varcato le porte dei sette istituti cittadini, che da due mesi ormai non risuonavano di voci fresche e passi svelti. C’è chi ha potuto rivedere tutti i compagni di classe e chi si dovrà abituare a vederne solo metà, fintanto che resterà in vigore il sistema del 50% delle presenze.
Il numero limitato e gli ingressi scaglionati riducono il rischio assembramenti, più difficile da evitare invece alle fermate degli autobus, che tuttavia risultano poco affollate. Malgrado i mezzi in più e le corse raddoppiate, qualche problema si è registrato proprio nei trasporti. Più di uno studente ha faticato a trovare la corsa che lo riportasse a casa, in un groviglio di destinazioni reso più intricato dall’utilizzo di mezzi privati, e quindi nuovi al servizio di trasporto scolastico: non tutti avevano sui parabrezza le destinazioni. «Qualche bus è arrivato al vecchio orario, facendo tardare i ragazzi», nota Antonino Scutti, vice preside del De Titta-Fermi che ha adottato l’orario unico 8.05-12.35 per agevolare i trasporti, «a scuola è tutto in sicurezza, qualche assembramento si crea però all’esterno. Poi fare didattica mista, metà in presenza e metà a distanza, per 67 classi comporta qualche problema perché il sistema si sovraccarica. Ma i ragazzi sono stati contenti di rientrare».
«Con gli ingressi scaglionati il rientro è stato gestito bene», dice Luisa D’Angelo, vice preside al Da Vinci-De Giorgio, «i ragazzi ci hanno riferito che un pò di assembramento si verifica vicino ai pullman. Faremo un giro delle classi per valutare la questione trasporti: qualcuno ha già chiesto l’uscita anticipata perché non fa in tempo a prendere la corsa corrispondente. E stiamo valutando di anticipare il secondo ingresso per non lasciare al freddo i ragazzi che magari con i pullman arrivano prima».
«Ci sono 1 o 2 casi di studenti che non hanno trovato la coincidenza all’uscita delle 14», dice Eliana De Berardinis, dirigente del liceo scientifico Galilei che ha adottato due orari di ingresso, 8 e 9.30. «Per il resto l’organizzazione a orari differenziati funziona: per ogni turno entra un quarto della popolazione scolastica. La scuola è un luogo sicuro e controllato, per questo mi appello ai ragazzi di mantenere le stesse semplici regole anche fuori dalla scuola».
«Alcuni studenti pendolari tornano a casa tardi, anche alle 16», nota Mirella Spinelli, preside dell'istituto Vittorio Emanuele II (classico e artistico), «purtroppo non dipende dalla scuola, è un orario studiato per evitare assembramenti. Ho visto entrare i ragazzi rispettando le dovute distanze e senza fare capannelli fuori, malgrado la gioia di ritrovarsi. Del resto abbiamo fatto in modo che escano a ridosso degli orari dei pullman, così da non sostare alle fermate. A scuola è facile rispettare le regole perché c'è controllo, fuori molto dipende da loro. Per questo ai ragazzi dico: se ci date una mano, la scuola resta aperta».