Ritardi e tasse Febo chiede l’intervento del prefetto
CHIETI. «La revoca del patto di stabilità interno si ripercuoterà su tutti noi attraverso l’aumento di tasse e tariffe. Quello delle tariffe dell’acqua e delle mense scolastiche annunciato da Umberto...
CHIETI. «La revoca del patto di stabilità interno si ripercuoterà su tutti noi attraverso l’aumento di tasse e tariffe. Quello delle tariffe dell’acqua e delle mense scolastiche annunciato da Umberto Di Primio è solo l’inizio». Parola del consigliere Luigi Febo, che punta il dito contro «il disastro economico a cui l’amministrazione Di Primio ha condotto il Comune di Chieti».
Febo si è recato in prefettura mercoledì e ha avuto assicurazione dal vice prefetto Domenica Calabrese che chiederà chiarimenti al Comune. E dunque, dopo la lettera dei revisori dei conti sul rispetto del Patto di stabilità interno, anche la Prefettura pare abbia intenzione di bacchettare il Comune. In particolare il consigliere Febo ha incontrato il vice prefetto per lamentare le mancate approvazioni sia dell’accertamento dei residui (che doveva avere il via libera entro il 15 giugno scorso) sia del previsionale da licenziare entro il 31 luglio scorso, cosa che comporta l’invio da parte della prefettura di un commissario ad acta. Febo ha sollevato anche un altro problema: come può il segretario generale del Comune rivestire anche il ruolo di dirigente dell’area finanziaria e quello di responsabile della prevenzione della corruzione? Detto in altre parole: come può il segretario comunale svolgere il doppio ruolo di controllore e controllato? Infine, un appunto sulla genesi del quasi-dissesto del Comune. Al sindaco che dice che le colpe sono anche nei 5 anni di amministrazione Ricci, Febo risponde che l’indebitamento dell’amministrazione Ricci derivava esclusivamente da opere pubbliche mentre oggi ci si indebita come in passato ma per coprire spese correnti e transazioni. (a.i.)
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