Ritornano sotto terra le antiche mura aragonesi

A 5 anni dalla scoperta il tesoro è stato ricoperto in attesa del recupero Ora i lavori per realizzare la scala di sicurezza alla scuola De Titta: domani il via
LANCIANO . Ricoperte da teloni e terra. Dopo 5 anni dalla scoperta che era stata indicata come di grande rilevanza storica, anni di lotte per proteggerle dalle erbacce e dall’immondizia le mura aragonesi, quel collegamento tra il vicino Torrione e le Torri Montanare rinvenute sotto pochi centimetri di asfalto nel giardino della scuola Maria Vittoria, sono tornate sotto terra. Nessun progetto di recupero per mostrarle alla città, ai turisti. Ora il giardino tornerà a disposizione dei bambini dell’infanzia e si potrà procedere con la realizzazione della scala di sicurezza dell’adiacente scuola superiore De Titta. I lavori inizieranno domani. L’ampliamento del De Titta, per il quale ci furono i sondaggi che portarono a scoprire le mura, potrebbe invece “spostarsi” all’istituto Fermi.
LE MURA. Un passato tornato a fatica alla luce destinato di nuovo all’oblio: è quello delle mura aragonesi, rinvenute 5 anni fa durante dei sondaggi fatti per realizzare l’ampliamento del De Titta e la scala di sicurezza esterna. Le due diverse cinta murarie, la fortificazione aragonese del 400 e un muro più antico da ieri sono un ricordo. «D’accordo con la Soprintendenza abbiamo ricoperto le mura per preservale in attesa di tempi migliori per il recupero», spiega il presidente della Provincia Mario Pupillo. «Sono state coperte con teli in tnt, ghiaia e terra. Il progetto del parco archeologico in cui le mura sarebbero rimaste a vista, coperte con del vetro per essere ammirate da cittadini e turisti ora è messo nel cassetto». Troppo costosi i lavori e troppo importante ridare subito il giardino alla scuola dell’infanzia e passare ai lavori per realizzare la scala di sicurezza per il De Titta.
LA SCALA. «I lavori inizieranno lunedì», riprende Pupillo, «sul fronte della scuola e non del giardino. È la soluzione meno impattante studiata con la Soprintendenza. Ci saranno dei sondaggi, ma se si troveranno reperti, questa volta saranno lasciati a vista giacché saranno “coperti” dalla scala stessa». Con la scala si perderanno due aule, che di questi tempi, con il Covid che chiede spazi, sembrerebbe una disgrazia. Non per il De Titta che può contare sulle aule del Fermi con cui forma un unico istituto.
AMPLIAMENTO DE TITTA. Doveva essere fatto con i fondi del sisma dell’Aquila di 11 anni fa (1.200.000 euro) proprio sul retro del giardino di Maria Vittoria e delle mura storiche, dopo l’abbattimento della scuola all’aperto; invece potrebbe spostarsi. «Da oltre un anno e mezzo ho chiesto all’ufficio ricostruzione di cambiare il progetto», dice Pupillo, «di poter fare gli 800 metri quadri del fabbricato da ampliare per metterci la segreteria e gli uffici amministrativi dell’istituto de Titta-Fermi, davanti la piazzetta che ha il Fermi. Recupereremmo lo stesso almeno 9 aule nella scuola attuale, in più lasceremmo libero il giardino per Maria Vittoria e non creeremo problemi con i reperti storici. L’ampliamento ci sarebbe anche se “traslato” al Fermi. Si tratta dello stesso comprensivo, quindi non ci dovrebbero essere problemi. Attendo ancora una risposta».
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