Ritrovata l’Audi di lusso rubata al vice sindaco: i banditi in fuga

I malviventi erano a bordo dell’auto sparita la scorsa estate dalla casa al mare di Paolo De Cesare ma si sono schiantati a Città Sant’Angelo. Sulla macchina erano state montate altre targhe
CHIETI. È stata ritrovata dalla guardia di finanza, dopo un incidente avvenuto domenica sera a Città Sant’Angelo, l’Audi A4 allroad rubata la scorsa estate nell’assalto alla villa al mare di Paolo De Cesare, vice sindaco di Chieti e imprenditore edile. I tre banditi che viaggiavano sull’auto, probabilmente dell’Est Europa, sono scappati nelle campagne circostanti prima dell’arrivo delle fiamme gialle. Durante il maxi colpo da 300mila euro messo a segno il 20 luglio a Francavilla, sul lungomare Colombo, sparirono anche una Mercedes classe S, recuperata a distanza di qualche giorno a Ercolano (Napoli), gioielli, soldi e tre orologi Patek Philippe, Rolex e Bulgari, non ancora ritrovati.
L’INCIDENTE E IL SEQUESTRO
Due sere fa, durante i consueti controlli del territorio, una pattuglia della sezione operativa pronto impiego – allertata dalla sala operativa del comando provinciale delle fiamme gialle di Pescara – è intervenuta per un incidente. I militari hanno subito notato che sul posto non erano presenti gli occupanti di una delle due auto coinvolte nello schianto, un’Audi A4 allroad. A stretto giro, alcuni testimoni hanno riferito che tre persone, subito dopo lo scontro, erano scese dal veicolo e si erano date alla fuga. A quel punto, i militari hanno deciso di approfondire gli accertamenti. Ed è emerso che, dentro l’auto di lusso, erano nascosti numerosi attrezzi da scasso, che – probabilmente – sarebbero stati usati per rubare nelle case. Dalle indagini successive è venuto fuori che sulla macchina erano state montate targhe rubate qualche settimana prima in provincia di Caserta. Per risalire al legittimo proprietario dell’auto, intestata a Fausta Mattoscio, la madre del vice sindaco, è stato dunque necessario leggere il numero di telaio. L’Audi, le targhe e gli attrezzi da scasso sono stati sequestrati. Secondo le testimonianze, i malviventi avevano tratti somatici dell’Est Europa.
LE INDAGINI
Le immediate ricerche scattate in zona dopo l’incidente non hanno permesso di identificare i banditi che, favoriti dalla forte pioggia e dalla scarsa visibilità, sono riusciti a fare perdere le loro tracce. I successivi rilievi nell’auto sono stati eseguiti nella speranza di poter trovare indizi utili per dare un volto ai componenti della gang. Insomma: a distanza di 110 giorni dal furto di Francavilla, l’Audi A4 rubata alla famiglia De Cesare continuava a circolare sulle strade abruzzesi ed era rimasta nella disponibilità di una banda specializzata nei furti.
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