Ritrovato morto il camionista disperso

28 Settembre 2020

San Salvo, il corpo era tra gli scogli del porto turistico. Già oggi potrebbe essere dimesso l’amico salvato dai pescatori

SAN SALVO. È stato recuperato ieri mattina il corpo senza vita di Anatolii Lehenchuk, 41 anni, il camionista di origine ucraina sparito tra le onde sabato pomeriggio. Il corpo era tra gli scogli del porto turistico di San Salvo Marina: ad individuarlo stati gli uomini del nucleo sommozzatori di Ancona dei vigili del fuoco, che hanno operato in collaborazione con la guardia costiera di Vasto, coordinata dal comandante Francesca Perfido, e la capitaneria di Termoli, diretta da Amedeo Nacarlo. Il sostituto procuratore Michele Pecoraro ha disposto l’esame autoptico per appurare le cause della morte: la salma è stata trasferita all’obitorio dell’ospedale di Chieti, in attesa del riconoscimento da parte di un familiare. Il corpo di Lehenchuk è stato trovato poco prima delle otto del mattino, dopo tre ore di ricerche, incastrato alla scogliera al largo del porticciolo turistico delle Marinelle, non lontano da dove sabato è stato salvato il collega polacco di 39 anni. L’autorità marittima sta cercando di ricostruire la dinamica dell’incidente e capire se i due si siano tuffati o se invece siano caduti accidentalmente dagli scogli. Proprio per questo, non appena possibile, sarà ascoltato il trentanovenne polacco, ricoverato in ipotermia all’ospedale Spirito Santo di Pescara ma che già oggi potrebbe essere dimesso. Stando a una prima ricostruzione dei fatti, i due camionisti sono arrivati in Abruzzo con altri tre stranieri a bordo di due tir diversi. Sabato pomeriggio si sarebbero conosciuti davanti alla Pilkington e avrebbero raggiunto la riviera di San Salvo a piedi. L’ucraino ha lasciato il suo camion, con il quale al mattino aveva raggiunto prima la Fiat di Termoli e poi l’azienda di Piana Sant'Angelo. I carabinieri lo hanno ritrovato alle spalle del colosso vetrario, grazie alle indicazioni degli altri tre stranieri e alle chiavi trovate nei vestiti del 41enne. Anatolii aveva scaricato lastre di vetro alla Fiat di Termoli e avrebbe dovuto caricarne altre alla Pilkington. Prima di farlo è andato pranzo. Poi, la decisione di fare una passeggiata a piedi fino alla Marina con il polacco e gli altri tre camionisti. Arrivati sulla riviera, la vittima e il trentanovenne polacco non hanno resistito alla tentazione di avvicinarsi al mare, nonostante il forte vento di maestrale. Lehenchuk e il collega hanno raggiunto la scogliera. Cosa sia successo dopo il tuffo è tutto da chiarire. Non è escluso un malore dovuto allo sbalzo termico. Certo è che, verso le 17, alcuni pescatori hanno visto il 39enne polacco che annaspava e hanno lanciato l’allarme soccorrendo poi l’uomo con un gommone. Lehenchuk potrebbe essere morto pochi minuti dopo il tuffo in mare.