Rivolta dei detenuti in carcere «Un disastro annunciato»

6 Marzo 2020

LANCIANO. Richieste di aiuto inascoltate e un’escalation di proteste e violenze che hanno preceduto la rivolta di una cinquantina di detenuti che, la scorsa settimana, hanno ferito due agenti e...

LANCIANO. Richieste di aiuto inascoltate e un’escalation di proteste e violenze che hanno preceduto la rivolta di una cinquantina di detenuti che, la scorsa settimana, hanno ferito due agenti e distrutto un’intera sezione detentiva del carcere di Villa Stanazzo. «Un disastro ampiamente previsto e annunciato», afferma il segretario generale regionale Uil-Pa, Ruggero Di Giovanni. Il sindacato ripercorre gli episodi dell’ultimo periodo: «Il 22 gennaio si è sfiorata la tragedia, quando un detenuto ha appiccato un incendio al cancello della sua cella. Solo nell’ultimo mese sono stati trovati 8 telefoni cellulari e un detenuto ha tentato di introdurre un telefonino nel reparto detentivo, approfittando del fatto di svolgere attività lavorativa nell’istituto. Il 9 febbraio», continua Uil-Pa, «altri due detenuti trovati in possesso di 3 mini-cellulari hanno protestato per essere stati scoperti e privati degli apparecchi, salendo sul tetto e distruggendo, con spranghe metalliche, climatizzatori e lucernai in plexiglass per un danno di oltre 5.000 euro. Il giorno dopo uno ha inscenato una nuova protesta tentando di bloccare le attività dell’istituto, tant’è che si è reso necessario l’uso di scudi e manganelli. Un paio di giorni dopo, un altro ha di fatto bloccato le attività di una sezione detentiva trincerandosi nelle scale di entrata e uscita».
E si arriva infine alla rivolta del 25 febbraio con due detenuti che hanno messo a ferro e fuoco un reparto, spalleggiati dalla maggioranza degli altri detenuti. «Fatti che hanno costretto il provveditore regionale Carmelo Cantone a intervenire a Villa Stanazzo», sottolinea Di Giovanni, «per dirigere le operazioni di trasferimento di oltre 30 detenuti, implicati a vario titolo nella rivolta, e alla chiusura temporanea della sezione detentiva. La storia recente dimostra che avevamo ragione a protestare e a chiedere l’intervento dei vertici dell’amministrazione e che a livello locale qualcosa non funziona. Purtroppo ad oggi non abbiamo avuto riscontro alle nostre segnalazioni. Chiederemo nuovamente che vengano individuate le responsabilità dell’accaduto e che la polizia penitenziaria venga messa in grado di assolvere ai suoi doveri». (s.so.)
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