Rogo di Punta Aderci, spuntano nuovi indizi

I carabinieri forestali individuano l’accumulo di materiale combustibile da cui sono partite le fiamme
VASTO. Accumuli di materiale combustibile da cui si presume sia partito l’incendio scoppiato a Punta Aderci nella notte fra il 16 e 17 agosto. È quanto hanno trovato i carabinieri del comando forestale di Vasto sul terreno bruciato. Un indizio importante che si aggiunge ad altri particolari scoperti dai militari dell’Arma. Al momento, tuttavia, l’inchiesta è a carico di ignoti.
Gli investigatori stanno lavorando da giorni per scoprire se l’accensione del materiale sia stata colposa o dolosa. L’incendio, l’ultimo di una lunga serie, ha distrutto 9 ettari di terreno, fortunatamente in prevalenza sterpaglie e stoppie. Nella zona non ci sono alberi.
I controlli nella riserva dopo quel rogo sono aumentati. Due squadre della protezione civile verificano la zona 24 ore su 24 la zona. Le fototrappole dovrebbero aiutare a prevenire nuovi assalti. Non è escluso che presto possano essere utilizzati anche dei droni. L’accumulo di materiale di natura agricola ha indirizzato le indagini verso una pista ben precisa. Ma non è semplice scoprire la mano che ha acceso quel fuoco. L’ora in cui è divampato il rogo fa pensare a un gesto voluto, ma non sono esclusi risvolti diversi. Potrebbe essersi trattato di un comportamento superficiale che non ha tenuto conto delle conseguenze. In questo caso si potrebbe parlare di colpa più che di dolo. Il Comune di Vasto comunque è deciso a costituirsi parte civile contro il piromane, qualora dovesse essere identificato. «È necessario», dice il sindaco Francesco Menna, «dare un segnale e punire severamente chi per imprudenza o volutamente offende uno degli angoli più belli della costa vastese. Purtroppo il fuoco cancella spesso anche gli indizi. Non è facile neppure prevenire azioni incendiarie. I gestori della riserva stanno facendo il possibile per evitarli». (p.c.)
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