Roma snobba i lancianesi Pochi in lista e non in testa

28 Gennaio 2018

Nel Pd l’assessore Miscia soltanto al quarto posto per il proporzionale al Senato Paolucci (Sinistra Italiana): esclusa la città della Resistenza, ci prendono in giro

LANCIANO. La storia si ripete: nessun lancianese svetta in posizione utile, ovvero eleggibile, nelle candidature di centrosinistra e centrodestra per le imminenti elezioni politiche per Camera e Senato. Una legge elettorale diversa, lo strapotere della solita nomenklatura romana, una corsa allo scranno all’ultimo sangue e una certa predisposizione, tutta lancianese, a farsi la guerra in casa, hanno prodotto liste in cui è evidente l’assenza di frentani. Clamorosa la situazione all’interno del Pd che, a livello municipale, non è riuscito a portare oltre il quarto posto al Senato la renziana Marusca Miscia, molto gradita a Roma e fino all’ultimo in lizza. L’assessore alla cultura del Comune di Lanciano è stata comunque in attesa prima di firmare la candidatura riflettendo sul da farsi. Davanti a lei, nel collegio unico che mette insieme un territorio vastissimo che va da San Salvo a Tollo ci sono Gianluca Fusilli e, al secondo posto, subito dopo il governatore Luciano D’Alfonso, Cristiana Canosa, dell’area Marrucina e “pupilla” di Michele Emiliano che l’ha voluta nella direzione nazionale del partito, dopo essere stata addetto stampa dell’ex presidente della Provincia, Tommaso Coletti, del sindaco di Francavilla, Antonio Luciani e della Sasi.
Per il collegio uninominale non l’ha spuntata nemmeno l’ex manager della Honeywell, Gaetano Di Corinto, il cui nome non è stato sostenuto da tutte le circoscrizioni del Pd. Dopo la rinuncia alla candidatura del sindaco di Atessa, Giulio Borrelli, è spuntato il nome del presidente della Sasi, Gianfranco Basterebbe. È saltato anche il nome di Chiara Zappalorto, ex segretaria provinciale Pd e attuale consigliera provinciale e comunale a Chieti, ma i giochi saranno definiti solo in queste ore.
Ad ogni modo il Pd lancianese non ha potuto mostrare i muscoli nonostante le due vittorie alle amministrative, un sindaco, Mario Pupillo, che è anche presidente della Provincia e che, sempre per spirito di servizio e per concludere il mandato amministrativo, aveva rinunciato alla candidatura. Non la spunta nessun lancianese neanche a sinistra della sinistra. Il caso di Liberi e Uguali ha suscitato scalpore anche fuori Abruzzo data la candidatura, per un movimento che diceva di scegliere i candidati in modo orizzontale, dal basso e sul territorio, dei cosiddetti “paracadutati” da altre regioni. Furioso il coordinatore cittadino di Sinistra Italiana, Paolo Paolucci: «Non capiamo e non accettiamo l’esclusione: a Lanciano, città della Resistenza, ci siamo ritrovati esclusi e presi in giro. Non è questo il segnale che volevamo». Un lancianese, tra i supplenti alla Camera potrebbe esserci tuttavia (sarà ufficiale nei prossimi giorni) nel movimento Potere al Popolo con la candidatura del ristoratore Carlo Nereo.
Non va meglio al centrodestra dove candidati di Lanciano semplicemente non sono pervenuti, né da Roma si sono scomodati a interpellarli. L’unico rappresentante dell’area frentana e sangrina, convinto sostenitore delle istanze del territorio e da sempre in politica sotto il simbolo dello scudo crociato, è il sindaco di Fossacesia e membro della direzione nazionale Udc, Enrico Di Giuseppantonio che corre per il collegio uninominale di Vasto (Lanciano e Ortona). Assenti lancianesi anche sul fronte del Movimento 5 stelle che sconta l’eterno duello con Vasto. Un caso?
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