Ronde al cimitero dopo i furti di lapidi

VASTO . In principio erano portalumi e vasi. Poi si sono aggiunte le epigrafi e gli addobbi in rame. Ora dal cimitero di Vasto spariscono anche le lapidi. Neppure la sacralità di un luogo deputato al...
VASTO . In principio erano portalumi e vasi. Poi si sono aggiunte le epigrafi e gli addobbi in rame. Ora dal cimitero di Vasto spariscono anche le lapidi. Neppure la sacralità di un luogo deputato al riposo eterno ferma i ladri. L’ennesimo blitz dei “predoni dei camposanti” è avvenuto due giorni or sono. I ladri non si sono fatti scrupolo di portare via due lapidi intere senza il minimo rispetto per quello rappresentava. Dopo le legittime proteste delle famiglie, che al mattino hanno trovato i loculi scoperchiati, ieri è stato istituito un servizio di vigilanza da parte dei volontari della Protezione civile di Vasto all’interno del cimitero.
I controlli non sono facili. L’espansione dell’area cimiteriale con la realizzazione di loculi sotterranei e a parete e il moltiplicarsi dei viali rende piuttosto difficili i controlli. Sugli ingressi del camposanto sono comunque accese le telecamere e le immagini finiscono sui monitor della sala operativa della Protezione civile di Vasto. I furbetti che la notte di domenica scorsa hanno portato via due lapidi potrebbero essere stati ripresi, anche se il buio non faciliterà certo il compito degli investigatori. Dopo un periodo di relativa calma le lapidi vanno nuovamente a ruba, poiché sono facilmente riutilizzabili oltre che rivendibili. Una lapide in marmo pregiato può arrivare a costare 700 euro.
Spesso la lapide viene rimossa per cercare altri oggetti di valore all’interno della tomba. Durante le festività dei defunti un gruppo di pensionati aveva deciso di controllare il cimitero per prevenire i furti di fiori. Nemmeno loro hanno pensato alle lapidi. «Non ho parole», commenta amareggiata una pensionata, «mi domando solo dove andremo a finire di questo passo. Non c’è nemmeno più rispetto per i morti e per il dolore delle persone». In realtà in città già sei anni fa era scoppiata la caccia ai ladri di lapidi. Il 18 aprile 2011 sparirono, in una notte sola, sette lapidi di marmo. Sul furto venne aperta una indagine da parte dei carabinieri della compagnia di Vasto, dirett allora dal capitano Giuseppe Loschiavo. Allora ad accorgersi della sparizione delle lastre di marmo bianco, ancora senza scritta, che servivano a chiudere i loculi della nuova area cimiteriale, era stato il personale del camposanto. Questa volta la scoperta è toccata ai parenti dei defunti. Oggi come allora i ladri non hanno lasciato segni di effrazione agli ingressi del cimitero. La presenza e la vigilanza della protezione civile cercherà di scoraggiare il fenomeno.
Paola Calvano
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