«Rovinati dalle ordinanze anti-botti»

Parla Marco Lanci, titolare di una delle maggiori ditte di fuochi pirotecnici: «Le vendite crollano e l’illegalità aumenta»
LANCIANO. «Perché proibire i fuochi artificiali a fine anno? Per favorire la diffusione di quelli illegali? Ci sono leggi europee, recepite in Italia a luglio, che vietano l’uso di fuochi eccessivamente rumorosi, impongono il rispetto di regole rigide nell’uso e non creano danni. Non è un segno di civiltà proibire l’uso di vulcani, stelline e fontanelle a Capodanno, e vietare spettacoli pirotecnici fatti da persone competenti del settore. C’è un’industria dietro i fuochi che questi divieti mettono in ginocchio». Invita alla riflessione Marco Lanci della Lanci Fireworks, una delle maggiori ditte di fuochi pirotecnici della zona, dopo che molti Comuni -850 in Italia tra cui diversi abruzzesi- hanno proibito l’uso dei botti non solo per Capodanno, ma per tutte le festività natalizie, dal 21 dicembre al 7 gennaio. Fossacesia, Francavilla, Pescara e Montesilvano hanno raccolto l’invito delle associazioni, non solo animaliste, a vietare i fuochi per evitare di terrorizzare gli animali domestici, per non aggravare l’inquinamento delle città, evitare incendi e, soprattutto, per salvaguardare salute e sicurezza delle persone.
Alcune associazioni hanno parlato di «gesto di civiltà» e hanno chiesto anche al Comune di Lanciano di emettere l’ordinanza. «Si vieta senza sapere e si mette in ginocchio un intero settore», si arrabbia Lanci, «registriamo un -80% di vendite: un crollo. Tantissime rivendite autorizzate che lavorano in questo periodo sono vuote. Pagano tasse e sono tenute su da famiglie che ora sono a pezzi. Si parla di vietare, senza sapere che vi sono requisisti molto severi da rispettare per venderli. Sono divieti generici, incostituzionali e ingiusti, quelli dei Comuni che dimostrano di non conoscore la legge. I fuochi di Capodanno», spiega Lanci, «devono superare test sul livello acustico e sulla sicurezza molto rigidi. Verifiche sui decibel, altezze, spazi da rispettare. Prove di omologazione, classificazioni previste nel decreto legislativo del luglio 2015 che ha recepito le norme europee sull’uso dei fuochi per proteggere la salute umana. I fuochi che si proibiscono sviluppano un rumore di 120 decibel, mentre lo sparo di un fucile è di 140 decibel: non mi pare si vieti la caccia per il rumore dei fucili. Solo rispettando la legge si eviterebbe un uso indiscriminato dei divieti che fanno salire l’illegalità e il commercio di prodotti dannosi, quelli sì rumorosi e non sicuri». Lanci, che di cani ne ha tre, chiede ai sindaci di fermarsi a riflettere, sulla base del fatto che i fuochi d’artificio controllati, registrati e a marchio Ue, non creano danni. Colorano solo il Capodanno.
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