Rsa incompiuta da 27 anni Rucci: «Basta abbandono»

La residenza per anziani mai finita, lettera-appello del sindaco a politici e vertici Asl La proposta: l’edificio si può completare con i finanziamenti del Recovery fund
RIPA TEATINA. I lavori per costruire una residenza per anziani pubblica in contrada Feudo, a Ripa Teatina, iniziarono nel 1993. Dopo 27 anni, i ruderi restano abbandonati «nonostante innumerevoli segnalazioni/sollecitazioni rivolte alla Asl». E adesso non c’è più un progetto per l’edificio che cade a pezzi: è inserito nell’anagrafe delle opere incompiute. Ora, il sindaco di Ripa, Ignazio Rucci, chiede alla Regione di inserire l’ex rsa «nel programma di investimenti da sottoporre al governo per l’accesso ai fondi europei del Recovery fund»: «È un’opportunità non facilmente ripetibile», avverte Rucci. Di fronte al degrado della struttura, il sindaco lancia anche un’altra proposta: un bando per vendere l’immobile della Asl ai privati.
Rucci ha scritto una lettera per denunciare ai vertici della Regione, compresa l’assessore Nicoletta Verì, al direttore generale Asl Thomas Schael, al prefetto Armando Forgione e ai parlamentari abruzzesi, «la grave situazione in cui versa l’immobile di proprietà della Asl, già in passato interessato da un progetto per la realizzazione di una rsa e mai giunto a compimento». La lettera dice: «Il manufatto giace incompiuto da circa 15 anni, in condizioni di grave deterioramento e abbandono totale. Tutte le interlocuzioni sin qui intercorse con la Asl, proprietaria dell’immobile, per addivenire alla ripresa dei lavori non hanno prodotto alcun risultato».
Nel 2005, l’avvio di un cantiere bis da 793mila euro per creare, in un anno, 20 posti letto per gli anziani ma la ditta finì fallita. Nel 2013, la svolta fu soltanto annunciata: un contributo di 4 milioni per una struttura specializzata per detenuti psichiatrici ma anche questa non è stata realizzata. «Sarà definitivamente archiviata la grande incompiuta della rsa», così una nota della Asl.
Da allora, sono passati altri 7 anni e la situazione è soltanto peggiorata: «L’immobile è ormai divenuto in diverse occasioni ritrovo di persone che possono accedervi agevolmente superando la recinzione», dice il sindaco, «destano, di conseguenza, preoccupazione e allarme sociale sia il pericolo che nelle attuali condizioni la struttura possa ospitare attività illecite, sia i rischi di carattere igienico/sanitario dovuti alle condizioni in cui versano la struttura in cemento armato e le aree immediatamente circostanti». Per ora, dice Rucci, non c’è futuro: «Nella programmazione, sia della Asl che della Regione, non risultano indicate né iniziative né impegno di risorse finanziarie idonee a consentire quantomeno di presumere che, nel prossimo futuro, la struttura possa essere completata e resa operativa. Tale circostanza rende evidente come l’attuale condizione non abbia più natura temporanea, ma costituisca il risultato di una precisa scelta della Asl e della Regione». Il sindaco chiede: «È ormai inevitabile affrontare il problema ed individuare soluzioni condivise che pongano fine all’attuale situazione di stallo».

