Rubano il vino del frate, condannate

10 Dicembre 2014

Un anno e 8 mesi a due donne e multa da 550 euro oltre alla spese processuali

LANCIANO. Non era un vino di marca, di particolare pregio quello custodito nella sagrestia della Chiesa di Santa Lucia, ma averlo rubato è costato assai caro a due donne di Lanciano. É costato 550 euro di multa, più il pagamento delle spese processuali per altre centinaia di euro e una condanna detentiva a Marinella Cinalli, 50 anni, e a Sara Cupido, 27 anni, di Lanciano. Le donne sono state condannate per furto aggravato dal giudice Francesco Marino rispettivamente a un anno di reclusione e 330 euro di multa e 8 mesi di reclusione e 220 euro di multa, oltre al pagamento delle spese processuali.

Per la pubblica accusa le due donne il 10 aprile 2012 si sarebbero introdotte nella chiesa di Santa Lucia per chiedere aiuto all’allora parroco Massimiliano Di Carlo.

Spesso il frate aiutava le persone in difficoltà dando loro del cibo. Ma, non trovando né il parroco, né altre persone in chiesa pensarono bene di forzare il portone della sagrestia e di rovistare all’interno. Ne uscirono poco dopo con alcune bottiglie di vino nascostge in una sacca. Vino che era utilizzato durante la messa nel momento della celebrazione eucaristica. Ma, se la chiesa era vuota, non era però incustodita perché c’erano delle telecamere che ripresero il tutto. «Le telecamere inquadravano solo il corridoio della Chiesa non la sagrestia» spiega l’avvocato Vincenzo Menicucci avvocati che assiste la Cupido «ma dai filmati analizzati dalla polizia comunque si vede bene che a tenere le bottiglie in una sacca, una volta uscite dalla sagrestia, non era la mia assistita ma la Cinalli. Ed è sulla base della inconsistenza della prove che faremo ricorso in appello contro la condanna del tribunale di Lanciano».

Ci sarà anche ricorso ma al momento il vino del parroco è costato assai caro alle due donne.(t.d.r.)

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