Rubati i soldi per rifare il tetto alla chiesa

24 Gennaio 2018

Il parroco don Antonio: in cassaforte 7mila euro più qualche altro migliaio che mi apparteneva, i ladri entrati in casa mia

VASTO. Incredulità ma anche tanto rammarico. Il giorno dopo il furto della cassaforte della parrocchia, don Antonio Totaro, parroco della chiesa della Madonna del Sabato Santo, non riesce a nascondere tristezza e preoccupazione per l’accaduto. «I soldi che erano nella cassaforte, 7mila euro, e non 30mila come qualcuno ha messo in giro, più qualche altro migliaio di euro che mi apparteneva, servivano per rifare il tetto della chiesa che, purtroppo, ha delle lesioni attraverso le quali filtra acqua piovana all'interno della struttura. Ora, per colpa dei ladri, non potrò più rifare il tetto», si rammarica don Antonio.
La cassaforte portata via di peso non era in sacrestia ma nell’abitazione del parroco, a circa 30 metri dalla chiesa. Il furto è stato messo a segno fra le 17,30 e le 18,30 di lunedì. I ladri hanno aspettato che don Tommaso Taraborrelli, parroco della chiesa di San Michele, ultimasse la funzione religiosa del pomeriggio. Non appena don Tommaso è andato via la gang è entrata in azione. La banda ha forzato la grata della finestra della stanza da letto di don Antonio ed è entrata. Ha rovistato ovunque alla ricerca di denaro, poi ha aperto l'armadio e ha trovato la cassaforte. «Escludo che i ladri sapessero di poter trovare la cassaforte. Non faccio entrare nessuno in casa mia e nessuno sapeva», dice il sacerdote.
Per portare via il forziere - la cassaforte misurava un metro per 1,5 metri e pesava 220 chilogrammi - la gang potrebbe averla poggiata su quattro maglie nere del parroco che sono sparite dalla casa. Le maglie potrebbero essere state usate come pattini per far scivolare la cassaforte sul pavimento fino alla porta. Ma è solo una ipotesi. Nessuno della zona si è accorto comunque di qualcosa. Vicino alla chiesa c’è un fabbricato in costruzione, ma il cantiere al tramonto chiude. Dalla circonvallazione il piazzale della chiesa è in parte coperto dai fabbricati e dalla vegetazione incolta.
«Purtroppo questa è una zona isolata. Quando cala il buio non c’è nessuno. I ladri hanno avuto vita facile. Faccio appello ai parrocchiani che sanno quanto fossero importanti quei soldi per la nostra chiesa, di riferire anche il più piccolo dettaglio ai carabinieri», dice don Antonio.
I militari, diretti dal maggiore Amedeo Consales, ieri mattina hanno fatto un altro sopralluogo nella stanza visitata dalla gang e cercato tracce del passaggio dei ladri. I ladri non hanno lasciato neppure impronte. Probabilmente indossavano i guanti.
Non è la prima volta che a Vasto viene fatto un furto ai danni di una chiesa. In passato sono spariti candelabri, pissidi, calici e oggetti di sacri di valore. Ma mai prima d’ora era stata presa di mira la casa del parroco. La condanna per l’accaduto è unanime. Quando hanno appreso la notizia, gli altri sacerdoti vastesi hanno espresso la propria solidarietà nei confronti di don Antonio. Anche il sindaco, Francesco Menna, egli altri amministratori si sono detti dispiaciuti per quanto accaduto.
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