Rubati soldi e una pistola al vice sindaco

Fresagrandinaria: furto in casa di Sciascia. Messi in fuga dal rientro del figlio, i ladri portano via l’arma senza il caricatore
FRESAGRANDINARIA. «Se penso a quello che sarebbe potuto accadere a me, mia moglie e ai miei figli sto male. Dispiace essere stati derubati ma l’importante è non aver subito danni fisici. Il disagio più grande lo si prova scoprendo quanto si è vulnerabili. Il pensiero di essere stati alla mercé di sconosciuti senza scrupoli non è piacevole». Così Roberto Sciascia, imprenditore e vice sindaco di Fresagrandianaria, commenta il furto subito poche ore prima.
I ladri (probabilmente due, più un terzo a fare il “palo” a distanza) sono entrati nella sua villetta in via Abruzzo senza svegliare il padrone di casa, la moglie e la figlia. Hanno rovistato ovunque arrivando a pochi metri dal letto di Sciascia per prendere il portafoglio dell’uomo e quello della moglie. Poi hanno rubato altri soldi e una pistola custodita nell’ufficio dell’imprenditore. Il bottino è di 3mila euro più la pistola. Avrebbero potuto prendere molto di più se non fossero stati disturbati dal rientro del figlio di Sciascia, alle 4.
Dimostrando di conoscere alla perfezione i luoghi e la villetta, sono fuggiti da un altro ingresso evitando di trovarsi faccia a faccia con il ragazzo. «Se mio figlio se li fosse trovati davanti, avrebbero potuto fargli del male», ragiona il vice sindaco, «solo a pensarci io e mio moglie stiamo male. Comunque non siamo stati narcotizzati», racconta ancora Sciascia che ha subito denunciato l’accaduto ai carabinieri.
«Quando mio figlio è rientrato a casa ci siamo svegliati immediatamente», spiega l’ammnistratore, «i ladri sono riusciti a muoversi silenziosamente. Il modo in cui si sono mossi nelle stanze rivela che conoscevano bene casa mia. Hanno anche smontato la lampadina all’esterno, attivata da una fotocellula. I ladri, e penso siano stati almeno due, hanno raggiunto casa mia a piedi. Un terzo complice li aspettava in auto a distanza. Nessuno quindi, neppure mio figlio, ha visto l’auto. È successo sicuramente dopo le 2: a quell’ora, infatti, è rientrata mia figlia ed era tutto in ordine», riflette Sciascia, «una volta dentro hanno girato in tutta la casa. Sono arrivati in camera da letto e poi hanno preso altri soldi nel mio ufficio. Quindi hanno aperto un armadietto dove custodivo una pistola a tamburo 7,65 regolarmente denunciata e dei fucili da caccia. Hanno preso la pistola ma non i fucili. Il caricatore nemmeno perché lo nascondo in un altro posto. Alle 4 è rientrato mio figlio. Loro sono subito usciti da una porta finestra al primo piano. Mio figlio si è trovato davanti la casa a soqquadro ed è rimasto senza parole. Il suo arrivo ha svegliato anche noi ed è stato a quel punto che ci siamo resi conto del rischio che abbiamo corso». La Scientifica dei carabinieri ha compiuto un sopralluogo e rilevato impronte e altri indizi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

