Rubinetti a secco, la protesta: impossibile fare scorte d’acqua

VASTO. A un inverno piovoso è seguita una primavera all’insegna degli acquazzoni. E da domenica piove su tutto il Vastese: le strade sono piene di acqua, ma dai rubinetti delle case spesso non esce...
VASTO. A un inverno piovoso è seguita una primavera all’insegna degli acquazzoni. E da domenica piove su tutto il Vastese: le strade sono piene di acqua, ma dai rubinetti delle case spesso non esce niente. La Sasi ha comunicato al Comune il calendario delle chiusure notturne del servizio fino al 2 giugno. Interruzioni idriche provocate dalla carenza di materia prima.
«Da 50 anni si parla di emergenza, ma questa emergenza ormai è cronica. Quando la politica si deciderà a ridare acqua ai vastesi?», così protestano i residenti dei quartieri collinari della città che spesso restano a secco. A soffrire la sete sono soprattutto la nuova area di via Alborato, la zona di via delle Croci e Montevecchio. Ma anche in via Pescara, via Palermo e zone limitrofe i condomini lamentano aria nelle condotte e autoclavi in tilt . «Ci risiamo», protesta il titolare di un’attività turistica, «anzi, è peggio di sempre. Non è ancora arrivata l’estate, piove di continuo e le condutture idriche cittadine si rivelano insufficienti». Operatori e famiglie alzano la voce. La Sasi, la società che gestisce il servizio, insiste: il razionamento idrico è necessario per evitare emergenze. «Non basta una stagione piovosa per avere acqua a tutte le ore e tutti i giorni se le condotte non sono adeguate», spiegano i tecnici. I mugugni si moltiplicano. Il Comune ha più volte spiegato che il problema non è facile da risolvere: le condotte sono vecchie e inadeguate. L’unico modo per limitare i disagi è fare scorte di acqua durante il giorno. Le famiglie però non ci stanno. «Come facciamo a fare scorte se già al mattino l’acqua è poca?». (p.c.)

