Rubò la corona della Madonna, condannato

Atessa, furto nella chiesa di San Vincenzo: sedici mesi a un 28enne di Lanciano che fece a pezzi il monile per rivenderlo
ATESSA. Rubò la corona della statua della Madonna e la fece a pezzi per venderla ad un compro oro. Il furto sacrilego è costato a Simone Giuseppe Rossi, 28 anni, di Lanciano, la condanna a un anno e quattro mesi di reclusione e 300 euro di multa. La coroncina è di nuovo sulla testa della statua di Santa Maria delle Valle solo dopo, però, essere stata ricomposta e rifusa in seguito allo spezzettamento fatto da Rossi due anni fa. Il 22 ottobre 2015 il giovane si era intrufolato nella chiesa di Montemarcone, lasciata aperta dal parroco a tutti i fedeli. Si era guardato attorno ed aveva notato di essere solo. Così aveva deciso di rubare la corona imperiale d’argento, con placcatura in oro, posta sulla statua di Santa Maria della Valle. Poi era fuggito via. Ad accorgersi del furto sacrilego, dopo alcune ore, era stato il parroco di San Vincenzo che aveva subito allertato i carabinieri di Atessa. Immediate erano scattate le indagini, con una perquisizione a casa di Rossi, autorizzata dall’autorità giudiziaria di Lanciano. Qui i carabinieri avevano trovato elementi utili a rintracciare la preziosa coroncina, che è stata ritrovata in un negozio “Compro oro” di Lanciano. Rossi l’aveva venduta dopo averla tagliata a pezzi per dissimularne la provenienza. In meno di due settimane di indagini l’uomo era stato incastrato e denunciato e la corona imperiale ricomposta e rimessa sulla testa della statua della Madonna. Ora per Rossi è arrivata anche la condanna, con rito abbreviato, per furto aggravato. Il pubblico ministero, Delfina Conventi, ha chiesto due anni di reclusione, il giudice Andrea Belli lo ha condannato a un anno e quattro mesi, 300 euro di multa e pena non sospesa visti i precedenti. Un furto sacrilego purtroppo non rimasto isolato. Spesso le chiese vengono presa di mira da balordi che rubano offerte e fanno danni. Lo stesso Rossi era stato arrestato la settimana dopo il furto alla chiesa di Montemarcone, per un tentato furto con scasso alla chiesa di Maria Santissima della Vittoria a Villa Romagnoli (Mozzagrogna). Ma sono diversi i furti, di pochi spiccioli, nelle chiese che i parroci lasciano aperte per poter accogliere i fedeli. Invece spesso vi entrano approfittatori senza scrupoli che importunano anche gli anziani in preghiera. L’ultimo furto c’è stato nella chiesa del Sacro Cuore (Olmo di Riccio), a Lanciano: ad inizio anno i ladri hanno portato via quintali di alimenti del Banco alimentare, che servivano per sfamare i poveri della città.
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