Rullo: «Io, partigiano della Brigata Maiella Avevo solo 15 anni»

26 Aprile 2016

Chieti rende omaggio ai protagonisti della Liberazione Legnini ricorda la Costituzione e il voto alle donne

CHIETI. Instabili sulle gambe, commossi e visibilmente orgogliosi, si sono fatti avanti uno alla volta per ricevere la medaglia della liberazione. A consegnarla è stato il prefetto Antonio Corona, alla presenza delle autorità capeggiate dal vice presidente del Csm, Giovanni Legnini. È stato proprio Legnini ad aprire la cerimonia, ricordando come quest’anno vengono celebrati altri due anniversari molto importanti: quello del voto alle donne, «che costituì un fattore decisivo per la vittoria della repubblica sulla monarchia» e il settantesimo dell’assemblea costituente, «quel percorso di straordinario valore che gettò le fondamenta delle nostre istituzioni». Le medaglie sono state consegnate a 12 ex partigiani, alcuni non più in vita. Come Nicola Di Luzio, di Roccascalegna, la cui medaglia è stata ritirata dalla vedova Ersilia, accompagnata dal sindaco del paese, Domenico Giangiordano. Il sindaco di Torricella Peligna, Tiziano Teti, ha scortato due ex partigiani, Vincenzo Conicella e Franchino Teti: 91 anni il primo e 90 il secondo. Conicella, che poi ha aperto il noto ristorante Capè a Torricella, a 17 anni ha deciso di andare a combattere con i partigiani. «Mia madre», racconta, «mi aveva mandato a Casoli a comprare del sale». Ma a Casoli il ragazzo incontra una banda partigiana che gli chiede di imbracciare le armi promettendogli scarpe e calzini.

Lui, che non aveva né gli uni né gli altri, e aveva già assaggiato le pallottole dei tedeschi che gli avevano sparato addosso, non ci pensò due volte. Teti, invece, a 18 anni partecipò alla battaglia di Pizzoferrato e fu catturato dai tedeschi. L’ordine era di fucilarlo e, insieme ad altri dieci partigiani del posto, fu portato davanti a un muro per la fucilazione.

Di quel muro l’ex partigiano porta ancora con sé una fotografia: «Lì davanti», racconta, «pensavo solo che mio padre era morto a 27 anni e io sarei morto a 18». E invece il plotone d’esecuzione si fermò. Gli altri prigionieri inglesi dissero che i dieci italiani da fucilare erano loro prigionieri, una menzogna che salvò loro la vita. Altri due ex partigiani sono arrivati da Palena, insieme al sindaco Claudio D’Emilio: Antonio Chiaverini e Vincenzo Recchione. Il sindaco di Roccamontepiano, Orlando Donatucci, e il vice presidente del Csm ed ex sindaco del paese, Legnini, hanno ritirato la medaglia assegnata ad Amedeo Di Carlo. Il sindaco di Tollo Angelo Radica ha accompagnato il novantenne Alberto Leve, padre del vice sindaco del paese, Ettore Leve. Il novantenne finì tra i partigiani a causa del suo cognome: «I Tedeschi mi chiedevano di dov’ero», riferisce, «rispondevo che ero abruzzese, ma continuavano a pensare che fossi ebreo». Quando seppe per certo che lo avrebbero arrestato, non gli rimase che unirsi ai partigiani. Il sindaco di Lanciano e presidente della Provincia, Mario Pupillo, ha accompagnato Angelo Ciavarelli.

È toccato al sindaco di Chieti Umberto Di Primio accompagnare il presidente della sezione teatina dell’Anpi Aldo Mario Grifone, che ha ritirato il riconoscimento al posto dello zio di 98 anni, Guido Grifone (che ha perso due fratelli nel massacro di Colle Pineta), che non se l’è sentita di prendere parte alla cerimonia. «Mio zio non parla volentieri di quei fatti», riferisce il presidente Anpi, «mio padre riusciva a farlo molto di più».

Suo padre, Umberto Grifone, fu lasciato in vita come Guido, gli altri due fratelli, Aldo e Alfredo, furono fucilati l’11 febbraio del 1944. I loro nomi sono scolpiti sulla lapide affissa al polo tecnico della Provincia, una delle tappe della cerimonia del 25 aprile.

Per gli altri due partigiani teatini, Giorgio Luciani e Domenico Piccone, c’erano le vedove, Adelina ed Elisa. Il sindaco di Guardiagrele Simone Dal Pozzo (l’unico sindaco con il fazzoletto della Brigata Maiella al collo), ha accompagnato Antonio Rullo che, quindicenne tra i partigiani, è ricordato come il più giovane membro della Brigata Maiella, ora presidente dell’associazione Brigata Maiella. Russo ha concluso la cerimonia con un discorso riservato proprio ai giovani. Non poteva fare di meglio.