Sì al decreto salva-Chieti: due mesi in più per il piano

8 Maggio 2021

Emendamento di D’Alfonso per i Comuni che hanno progettato il rientro dai debiti Il sindaco Ferrara deve decidere se aderire. Febo: c’è una sentenza che va studiata

CHIETI. Via libera in Senato alla proroga ai Comuni che, come Chieti, hanno presentato un piano di riequilibrio pluriennale nell'ambito della procedura di predissesto. L’emendamento è stato promosso dal senatore Luciano D’Alfonso (Pd), presidente della commissione Finanze. La proroga fissa al 30 settembre la scadenza per la presentazione del piano di riequilibrio pluriennale. «In considerazione della situazione straordinaria di emergenza sanitaria derivante dalla diffusione dell’epidemia da Covid-19», recita l’emendamento, «e del permanere del quadro complessivamente e diffusamente grave su tutto il territorio nazionale, il termine di cui all’articolo 243-bis, comma 5, del decreto legislativo 18 agosto 2000, numero 267, è fissato al 30 settembre 2021 qualora il previsto termine di novanta giorni scada antecedentemente alla predetta data. Sono rimessi in termine anche i Comuni per i quali il termine è scaduto alla data di entrata in vigore del presente decreto legge, ovvero i Comuni con facoltà di ripresentare un nuovo piano che nello stesso periodo abbiano già presentato il piano».
Il Comune di Chieti fa parte proprio di quest’ultima categoria, avendo già presentato il proprio piano di rientro che parte da una massa passiva di 78 milioni di euro. Ma, nonostante l’emendamento proposto da D’Alfonso sia passato come “emendamento salva-Chieti”, non è detto che l’amministrazione comunale teatina decida di approfittarne. È vero, infatti, che il piano di riequilibrio teatino è stato redatto in grandissima fretta, ma è anche vero che lo strumento non è statico ma dinamico e può, dunque, essere parzialmente variato a seconda della situazione.
Il sindaco Diego Ferrara deciderà di usufruire o meno della proroga insieme alla sua maggioranza. C’è però una novità che potrebbe far decidere il Comune di approfittare dell’ulteriore tempo a disposizione. «Si tratta», spiega il presidente del consiglio comunale Luigi Febo, «della sentenza numero 80 varata dalla Corte costituzionale alla fine dello scorso mese di aprile che di fatto abroga alcuni riferimenti normativi che permettevano agli enti di spalmare i rimborsi per le anticipazioni di liquidità negli anni. Adesso, invece, i Comuni sono costretti a farlo in soli tre anni. Dobbiamo ancora approfondire dal punto di vista tecnico la sentenza della Corte costituzionale, se comunque questa fosse l’unica interpretazione valida, allora credo che dovremo rivedere il piano di riequilibrio alla luce di questo fatto nuovo».
Riunioni tecniche a riguardo sono già fissate per la prossima settimana. Solo quando si avrà un quadro chiaro su questo punto, si potrà decidere se approfittare o meno della proroga ottenuta grazie al senatore D’Alfonso.