«Sì all’ospedale di area disagiata»

12 Luglio 2018

Guardiagrele, l’associazione Salute è Diritto protesta: la Regione resta ferma

GUARDIAGRELE. L’istituzione di un presidio di zona di area disagiata a valenza medico geriatrica nell’ospedale cittadino. È quanto torna a chiedere alla Regione Abruzzo, l’associazione Salute è Diritto. «La legge Lorenzin», ricordano i dirigenti del sodalizio guardiese, «ha decretato la chiusura dei posti letto per acuti e la soppressione di molti altri servizi nel nostro ospedale, senza però tener conto che la stessa legge 70/2015 , al punto 9.2 dell’allegato 1, istituisce i cosiddetti “ospedali di zona disagiata”, dislocati nelle strutture ospedaliere di prossimità o situate in zone montane o premontane. Il comprensorio di Guardiagrele con i suoi 44mila abitanti fruitori», continua l’associazione, «con la sua vasta fascia montana e premontana, con le abbondantissime nevicate annuali che bloccano per giorni il territorio e con le strade tortuose tipiche della montagna, sempre più disastrate, a causa di frane e cattiva manutenzione, ha tutti i requisiti fondamentali che la legge richiede per far rientrare, a pieno titolo, il locale ospedale tra quelli di area disagiata».
L’associazione contesta i piani del presidente della Regione Luciano D’Alfonso e dell’assessore alla sanità Silvio Paolucci: «Ci domandiamo», proseguono i responsabili dell’associazione, «perché D’Alfonso e Paolucci, che hanno chiuso i reparti per acuti con una semplice lettera, oggi non vogliono più interessarsi al presidio guardiese. Eppure, un’intera comunità, ormai da anni, chiede loro di ripristinare al più presto l’area medica del presidio, fondamentale per le cure essenziali dei residenti e degli abitanti dell’intero comprensorio. Si limitano a fare lo scaricabarile sulle competenze con il ministero non presentando nemmeno la deroga su Guardiagrele. E dimenticando che il popolo non è insensibile a questo fondamentale bisogno». L’associazione Salute è Diritto chiederà un incontro al nuovo ministro della sanità Giulia Grillo per fornirle «tutte le possibili informazioni e metterla al corrente della reale situazione del presidio guardiese».
Giovanni Iannamico