Sì alle nozze sul trabocco ma il Turchino resta vuoto

14 Ottobre 2016

San Vito. Il consiglio comunale ha approvato il regolamento d’uso ad agosto: però la struttura, ricostruita dopo il crollo, senza le tariffe non può essere utilizzata

SAN VITO. Il trabocco del Turchino, inaugurato a giugno, aspetta di essere utilizzato. Il regolamento c’è e prevede l’uso per attività didattiche e anche, novità, per i matrimoni. Ma non si sa quanto costa affittarlo. E non è una cosa da poco. Il consiglio comunale ha approvato lo scorso 2 agosto il regolamento per l’utilizzo della “macchina pescatoria” ricostruita ex novo, dopo non poche tribolazioni, dopo il crollo avvenuto nella notte tra il 26 e il 27 luglio 2014. Ma si attende da oltre due mesi la delibera di giunta che indichi le tariffe relative sia al canone di concessione che al rimborso spese, i quali devono essere stabiliti in relazione ai costi di manutenzione e servizi del trabocco. Insomma la macchina da pesca che colpì Gabriele D’Annunzio nel suo soggiorno sanvitese e che egli descrisse nel “Trionfo della morte” non ha pace: prima il crollo, poi l’attesa di due anni per rivederlo in piedi, una spesa di 185.000 euro, il taglio del nastro agognato 4 mesi fa e di nuovo il nulla. Invece potrebbe essere utilizzata per diverse attività culturali e sociali.

Nel regolamento, infatti, è scritto che il trabocco, l’unico di proprietà di un Comune, «può essere concesso in uso a soggetti pubblici e privati per conferenze e convegni; manifestazioni culturali, artistiche, scientifiche, educative; attività didattiche e celebrazioni di matrimoni. È riservato, in via prioritaria, alle manifestazioni organizzate dall’amministrazione comunale». La giunta del sindaco Rocco Catenaro ha mantenuto fede alla promessa di usare la struttura per finalità culturali, ha inserito la novità della celebrazione dei matrimoni su quel “ragno colossale” fatto ora di legno di acacia, pino e larice, ma se non stabilisce i costi, il canone di concessione e/o rimborso spese, non si potrà mai farvi nulla. Il trabocco sarà di nuovo abbandonato? Non è bastata “la lezione” del crollo? Qualcuno ipotizza che non si riesca a riunire la giunta per decidere le tariffe a causa di beghe interne. «Si lavora in giunta, forse qualcuno è già in clima di campagna elettorale», replica Catenaro, «stiamo decidendo le tariffe in base ai costi di manutenzione e gestione perché il Comune non può occuparsene direttamente. A fine mese pubblicheremo le tariffe anche perché usare la struttura in inverno non è molto indicato». Già, ma in estate poteva essere fatto. Invece ci sono stati pochissimi eventi pagati con rimborsi simbolici o non pagati affatto. «Dopo le tariffe andremo avanti», chiude il sindaco, «con il piano spiaggia, il resort, la nuova illuminazione, le fogne e le attrezzature sportive. C’è ancora da lavorare e lo faremo in armonia».

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