Sabatino finì anche nel mirino di un “corvo”

19 Luglio 2014

Spunta un anonimo che nel 2010 innescò la prima indagine sul professore di Neonatologia

CHIETI. E’ il segretario regionale di Citadinanzattiva a svelare un nuovo retroscena del caso Sabatino, il primario di Neonatologia agli arresti in casa per molestie sessuali e tangenti per prescrizione di latte in polvere e integratori vitaminici. Ma quattro anni fa, racconto Aldo Cerulli, un “corvo” spedì alla procura di Chieti, al rettore di allora, Franco Cuccurullo, al preside di Medicina, Carmine Di Ilio (ora rettore) e al Tribunale per i diritti del malato un esposto che, seppure anonimo, appariva circostanziato. Per i contenuti, che già allora facevano riferimento a presunte molestie e all’acquisto del latte in polvere, l’esposto non poteva che essere frutto di un dipendente della Asl o dell’Università D’Annunzio. Quindi un corvo. Ne è ancora certo Cerulli che racconta: «Anche noi ci demmo da fare indagando in corsia e, forse, fu proprio il nostro impegno a fare uscire allo scoperto due giovani madri che si recarono dai carabinieri del Nas per denunciare il medico». Ma quell’inchiesta del 2010 finì con un nulla di fatto. «Il mio rammarico», aggiunge il segretario abruzzese di Cittadinanzattiva, «è che forse si poteva intervenire prima». Naturalmente Cerulli non parla di colpevolezza del pediatra Giuseppe Sabatino il cui difensore, Andrea Di Lizio, ha presentato una prima istanza per permettere al medico arrestato di curarsi a Roma.(l.c.)