Sabino Esplodenti, Casalbordino piange altre tre vittime del lavoro / VIDEO

Incidente avvenuto nella zona dell'altoforno, il cordoglio di Marsilio e del sindaco Marinucci. In trent'anni, ventuno morti in Abruzzo
CASALBORDINO. Sono Carlo Spinelli, 54 anni, di Casalbordino, Paolo Pepe, 46, di Pollutri, e Nicola Colameo, 45, di Guilmi, i tre lavoratori rimasti uccisi nell'esplosione avvenuta questo pomeriggio nella fabbrica di fuochi pritecnici a Casalbordino (Chieti).
Il cordoglio di Marsilio. Il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, dopo essere intervenuto in Consiglio regionale per manifestare la vicinanza ai familiari delle vittime dell'incidente di Casalbordino e il cordoglio della giunta e del consiglio, ha lasciato i lavori dell'aula per raggiungere il luogo dell'esplosione
L'altoforno. L'incidente sarebbe avvenuto all'altoforno: erano in corso operazioni ordinarie, si apprende, quando è accaduto qualcosa che ha provocato l'esplosione. Lanciato l'allarme, sono subito intervenuti i soccorritori e il 118 con l'elicottero partito da Pescara. I vigili del fuoco hanno messo in sicurezza l'area e solo successivamente il personale dell'emergenza sanitaria è potuto intervenire. Per accertare che non vi fossero dispersi, i dipendenti in servizio sono stati radunati e contati. Per i tre lavoratori non c'è stato nulla da fare: è stato solo possibile constatare il decesso.
Il sindaco Filippo Marinucci. Ancora sul posto il sindaco di Casalbordino, Filippo Marinucci, che parla di «immane tragedia» ed esprime «vicinanza alle famiglie delle vittime. Parliamo» ha sottolineato Marinucci ricostruendo le ore successive alla tragedia «di una fabbrica grande, che conta oltre 70 operai in venti ettari di terreno e dunque vasta, e con un'alta incidenza di pericolosità. Per quanto di conforto tutte le precauzioni sono scattate subito dopo l'incidente. Mi hanno detto e riferito che l'incidente si è verificato poco dopo le 14, vicino all'altoforno, nella zona dello smaltimento delle polveri da sparo per cause da accertare. Al lavoro c'erano oltre cinquanta persone. Le tre vittime erano impegnate nello smaltimento delle polveri. Le condizioni di sicurezza sono sempre state massime. Parliamo di una azienda che smaltisce materiale bellico e rende innocuo bombe e mine che arrivano da tutta l'Italia. Si va a detonare gli ordigni bellici recuperando le polveri che vengono bruciate».
I precedenti in Abruzzo: 21 vittime negli ultimi trent'anni. Ancora morti per esplosivo in Abruzzo e ancora un incidente per la Esplodenti Sabino di Casalbordino. Ai tre morti di oggi nella azienda del Vastese si deve aggiungere Bruno Molisani, che nel 1992 aveva 48 anni e che saltò in aria per colpa di una spoletta che innescò una esplosione. Da allora, la azienda ha visto altre sciagure: due i feriti gravi rimasti coinvolti nell'esplosione avvenuta nel 2009. Uno degli operai subì ustioni di secondo e terzo grado su 70 per cento del corpo. Nel 2015, nella sede di Noceto (Parma) poi altri due operai subirono fratture e ferite gravi in seguito a una nuova esplosione.
Negli ultimi 30 anni si segnalano 10 casi di esplosioni da polvere pirica sia in aziende di fuochi d'artificio o depositi: i più gravi furono quelli di Balsorano (L'Aquila) quando a saltare in aria fu una fabbrica di fuochi d'artificio che provocò 6 morti e 4 feriti. Altri gravi incidenti da menzionare si registrarono nel 2013, a Cipressi di Città' Sant'Angelo (Pescara), con 4 morti tra lavoratori e proprietari di una azienda di fuochi pirici, ai quali si aggiunse tragicamente a distanza di 6 mesi il decesso del vigile del fuoco Berardinucci per le ferite causate da una ulteriore esplosione posteriore. A Berardinucci è stata intitolata successivamente la caserma del comando di Pescara. L'anno successivo fu la volta della tragedia di Tagliacozzo (L'Aquila) quando nel luglio del 2014 saltò in aria l'azienda Paolelli uccidendo sul colpo 3 persone. Con la tragedia di oggi nella fabbrica Esplodenti di Casalbordino sale a 21 il calcolo tragico delle vittime in Abruzzo dal 1992 a oggi.




