Sabino, esplosione di tre anni fa: la perizia scagiona i 10 imputati

8 Maggio 2024

L’esperto: scoppio dovuto all’uso, non previsto dall’azienda, di polveri da sparo per i fuochi pirotecnici Gli indagati hanno chiesto il giudizio con il rito abbreviato: la parola al giudice, decisione il 6 giugno

CASALBORDINO. 21 dicembre 2020: una violenta esplosione alla Esplodenti Sabino di Casalbordino uccide tre operai: Carlo Spinelli, 54 anni, di Casalbordino; Paolo Pepe, 45, di Pollutri e Nicola Colameo, 46, di Guilmi. A provocare lo scoppio e la morte delle vittime sarebbe stato l'utilizzo non previsto dal piano aziendale di polveri da sparo per preparare fuochi pirotecnici. Queste le conclusioni del perito super partes, l'ingegnere Francesco De Marzio nominato dal giudice Anna Rosa Capuozzo per meglio comprendere che cosa accadde la mattina di quel giorno nella polveriera di Casalbordino. Una conclusione che ora sarà sottoposta al vaglio del giudice, posto che tutti gli indagati hanno scelto il giudizio con rito abbreviato per cui non sono previsti ulteriori accertamenti probatori. L'udienza è stata fissata al 6 giugno.
La perizia dell'ingegnere De Marzio contrasta con le accuse della Procura in origine molto gravi: negligenza, imprudenza, imperizia e colpa specifica di ben dieci persone che avrebbero dovuto controllare le lavorazioni. I reati ipotizzati sono omicidio colposo plurimo aggravato, in quanto “commesso con la violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro”, e disastro colposo. A condurre le indagini era stato l'allora procuratore capo della Repubblica di Vasto, Giampiero Di Florio. La lettura dei risultati dell'ingegnere De Marzio, supportati anche da un esperimento peritale tenuto sul luogo dell'incidente, non ha provocato alcuna replica. Evidente la soddisfazione dei difensori, gli avvocati Augusto La Morgia, Arnaldo Tascione, Nicola Di Domenico, Francesco Tascione, Alessandra Cappa, Marco Spagnuolo, Stefano Vitale, Michele Sonnini e Antonio Gatta. «Quanto emerso questa mattina», ha commentato il titolare della Esplodenti Sabino, Gianluca Salvatore, «mi solleva tantissimo, ma va detto che resta la tristezza per quanto accaduto. Il mio pensiero va alle tre vittime a cui tutti volevamo bene». L'azienda ha già provveduto a risarcire le vittime. I loro familiari sono assistiti dagli avvocati Fiorenzo Cieri, Marco e Alessandro Perrucci, Maria Assunta Pomponio e Pompeo Del Re. Visto il raggiungimento dell'accordo risarcitorio con l'azienda, nessuno di loro si è costituito parte civile.
Contestualmente alla vicenda giudiziaria il titolare della Esplodenti sta cercando di ridare certezze e lavoro ai settanta dipendenti fermi dal 13 settembre 2023 a causa di un altro incidente, costato la vita ad altri 3 dipendenti: Fernando Di Nella, 62 anni, di Lanciano; Giulio Romano, 56, di Casalbordino e Gianluca De Stantis, 44, anni di Palata (Campobasso). I lavoratori di recente hanno ottenuto la cassa integrazione fino ad agosto. Anche per quell'esplosione è in corso una indagine con sette indagati.
Nonostante i problemi giudiziari Gianluca Salvatore, pensa al futuro di 70 famiglie e si è detto disponibile ad incontrare prima possibile i rappresentanti sindacali per aggiornarli sulla situazione. La prossima settimana inoltre sarà presentata un’istanza in prefettura per il riottenimento della licenza. Passaggio fondamentale per ricominciare a lavorare.
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