Sacchi al cimitero, ora scoppia la polemica

31 Ottobre 2021

Vasto. Moretti denuncia su Facebook: chiarezza sul contenuto. Menna: falso allarme, è tutto in regola

VASTO . Migliaia di visitatori al cimitero in occasione del ponte di Ognissanti. Ad aumentare il numero di persone che ieri hanno raggiunto il camposanto è stato una sorta di “giallo”, subito risolto, sul contenuto di decine sacchi depositati all’interno. A sollevare il caso è stato il consigliere comunale di Monteodorisio, Stefano Moretti, sollecitato da una cittadina che era convinta di aver fatto una macabra scoperta. Moretti ha chiesto chiarimenti al sindaco Francesco Menna sul contenuto dei sacchi bianchi sistemati nell’area cimiteriale. Un vespaio di polemiche su Facebook. I chiarimenti da palazzo di città sono subito arrivati insieme a un ammonimento: «Non è bello», ricorda Menna, «creare allarme e non è corretto né legale entrare abusivamente in aree dove è espressamente vietato l’accesso per motivi sanitari e di sicurezza. Detto questo», ha proseguito il sindaco, «va specificato che il deposito che ha scatenato la curiosità di qualcuno, si trova nell’area esterna del cimitero. È un deposito autorizzato dalla Asl e dagli organi competenti. Quel deposito viene utilizzato per raccogliere diverso materiale cimiteriale (legno, zinco e indumenti) a seguito di esumazioni. Non si tratta di materiale umano o peggio sangue. Non ci sono resti umani nei sacchi. È assurdo solo pensarlo. Venerdì sera la polizia mortuaria ha eseguito una ispezione nel deposito, controllato i sacchi e verbalizzato che è tutto in regola. Depositi come quello esistono in tutti i cimiteri d’Italia. Voglio ricordare», ha aggiunto Menna, «che chi è entrato abusivamente nell’area rischia la denuncia per violazione di proprietà, oltre che per procurato allarme».
Il mistero dei sacchi è stato quindi risolto. Certo è che per il cimitero di Vasto non c’è pace. I giudici del tribunale si stanno occupando in questo periodo di tredici imputati (un dipendente comunale e 12 cittadini) coinvolti nell’operazione Eterno riposo, il caso delle presunte tangenti per ottenere la riesumazione, estumulazione delle salme o altri favori. Gli indagati erano 17, ma quattro hanno patteggiato. Gli altri negano ogni addebito. Il prossimo 13 dicembre è prevista una maratona in aula per ascoltare una ventina di testimoni citati dal procuratore capo Giampiero Di Florio. Sarà ascoltato anche il cittadino vastese che per primo ha denunciato le richieste di denaro. (a.i.)