Sala Mazzini, servono 150mila euro per ristrutturarla

10 Marzo 2020

LANCIANO. Serviranno almeno 150mila euro per ristrutturare e mettere a norma la Sala Mazzini. Per ora la sala ai piedi del Comune, a causa della mancata agibilità e dei lavori da fare, infatti, non...

LANCIANO. Serviranno almeno 150mila euro per ristrutturare e mettere a norma la Sala Mazzini. Per ora la sala ai piedi del Comune, a causa della mancata agibilità e dei lavori da fare, infatti, non è stata inserita all’interno del Cecod (Centro congressuale diffuso Lanciano), il primo progetto concreto sul turismo legato alla cultura presentato nei giorni scorsi dal sindaco Mario Pupillo. Questo prevede la candidatura della città a diventare un centro congressi per attirare i turisti, che faranno almeno un pernotto, grazie alla presenza di strutture adatte per convegni, meeting, eventi, tutte di pregio architettonico, nel cuore del centro e vicinissime come il teatro Fenaroli e il foyer, la casa di conversazione e il Diocleziano, Palazzo degli studi. La Sala Mazzini sarebbe un altro spazio importante, ampio, vicino al foyer e sotto la Casa di conversazione ma è chiusa da dicembre per infiltrazioni d’acqua, muffa che hanno provocato il distacco dell’intonaco dalle pareti, in particolare dei bagni, inoltre c’è il mancato rispetto delle norme in materia di sicurezza per i pubblici spettacoli sopra le 100 persone. Non sono state fatte le recite di Natale nell’impianto né più convegni.
«La sala non è inserita nel progetto Cecod», dice Pupillo, «per via dei lavori da fare che secondo una prima stima ammonterebbero a 150mila euro perché si tratta di interventi di manutenzione anche straordinaria oltre che lavori sulla parte impiantistica e sulla messa in sicurezza per aprirla ai pubblici spettacoli. Dobbiamo fare una valutazione precisa dei danni e dei lavori ma la cifra si aggira sui 150.000 euro». Finora la giunta Pupillo ha adeguato diversi edifici pubblici: stadio, teatro Fenaroli, gradoni di Villa delle Rose, ufficio informazioni turistiche in piazza D’Amico, PalaMasciangelo e piazza D’Armi. (t.d.r.)
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