Salari da restituire all’Ateneo: 330 dipendenti diffidano il dg

2 Agosto 2014

Prende corpo la class action dei lavoratori della d’Annunzio per le somme tolte dalle buste paga Le Rsu: pronti ad andare fino in fondo per difendere un diritto acquisito nel corso di dieci anni

CHIETI. Una class action che coinvolge 330 dipendenti contro la sospensione delle indennità mensili di ateneo disposta da Filippo Del Vecchio, direttore generale dell’Università d’Annunzio. Ad annunciare la raffica di ricorsi è Goffredo De Carolis, rappresentante del personale tecnico-amministrativo dell’ateneo, impiegati che vedrà sparire dalla busta paga di agosto circa 300 euro. «I lavoratori colpiti dal provvedimento che potrebbe essere illegittimo, sono compatti e intendono andare fino in fondo per evitare un salasso che porterà sul lastrico molte famiglie. Si partirà con una diffida contro i vertici della d’Annunzio per poi arrivare a una vera e propria causa di lavoro». Un salasso da 14 milioni di euro annunciato con una lettera spedita via mail, tre giorni fa, dal direttore generale della d’Annunzio. Filippo Del Vecchio.

Destinatari della missiva i 330 dipendenti del personale tecnico amministrativo «colpevoli» secondo Del Vecchio di aver percepito, nell’arco di 10 anni, stipendi con indennità accessorie non dovute. L’Ima (indennità mensile di ateneo), le progressioni orizzontali di carriera e i contratti Cel (collaboratori esperti linguistici) sarebbero dunque tutte illegittime e quindi da annullare perché pagate «senza l’apposito fondo in bilancio». Errori che tradotti in cifre significano l’esborso immediato di cifre che vanno dai 30 ai quaranta mila euro per ogni dipendente. Pensionati compresi. Decisione, quella presa da Del Vecchio, definita dai sindacati: «Di gravità inaudita». Tanto da scendere subito in campo per difendere quello che per loro sarebbe un diritto acquisito nel corso degli anni. Dovuto all’aumento della mole di lavoro e dal personale andato in pensione mai rimpiazzato a causa dei concorsi pubblici bloccati. I lavoratori in massa si sono rivolti a un noto avvocato di Roma che avrebbe assicurato «spazi di manovra» per bloccare il provvedimento.

Secondo Cgil, Cisl, Uil e Rsu, «per avviare la "nuova stagione gestionale" e "nuove relazioni sindacali" il direttore generale Del Vecchio si rivolgerebbe alle lavoratrici ed ai lavoratori dell'Ateneo «con una propria versione dei fatti e una sua personale versione "verità" sulla precedente gestione (Cuccurullo-Napoleone), e si ammanta di una veste da integerrimo funzionario dello Stato, addolorato dalle conseguenze nefaste per il personale, ma inesorabilmente inflessibile circa i compiti ricadenti sotto la sua responsabilità». I colletti bianchi sono infuriati e contestano anche il comportamento del rettore Carmine Di Ilio. «Qual è il rapporto tra il rettore e il dg» si chiedono «di fiducia e quindi di delega completa? Di contrasto e quindi di assenza del rettore. Ma un rettore» sostengono «non può non assumersi le sue responsabilità».

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