Salta il progetto per il trattamento dei rifiuti

29 Luglio 2020

Atessa. La Regione revoca le autorizzazioni per l’impianto della Ciaf: la società è in liquidazione

ATESSA. Si chiude definitivamente il capitolo Ciaf ambiente srl: lo ha deliberato il Servizio gestione dei rifiuti della Regione Abruzzo. Questo l'articolo 1 della determina: «Revocare l’autorizzazione integrata ambientale (Aia) n. 2/11 del 18/04/2011 rilasciata dalla Regione Abruzzo – Sgr, per la realizzazione e l’esercizio di un “Impianto di trattamento di rifiuti pericolosi e non pericolosi”, ubicato in contrada Piazzano di Atessa, intestata alla Ciaf Ambiente Srl, società in liquidazione».
«Apprendo con enorme soddisfazione la decisione del Servizio gestione dei rifiuti della Regione Abruzzo riguardo alla Ciaf. Con questo atto credo sia stato chiuso un capitolo annoso che ha attanagliato di preoccupazioni la nostra valle per decenni» afferma Enzo Pellegrini, coordinatore della Lega di Atessa e consigliere comunale di minoranza. Il progetto prevedeva la raccolta, stoccaggio provvisorio e smaltimento di rifiuti speciali pericolosi provenienti da strutture sanitarie. La capacità complessiva di trattamento dell’impianto era di circa 200.000 t/annue, di cui circa 50.000 di reflui chimico-fisici (fanghi provenienti da industrie chimiche). A luglio 2018, la EcoEridania rinunciò all’operazione di rilevare la Ciaf, ma ciò non bastava per scongiurare riapertura: difatti rimaneva in sospeso l’autorizzazione concessa alla Ciaf nel 2011.
«La Ciaf Ambiente», disse nel 2018 il dirigente del Servizio gestione rifiuti della Regione, Franco Gerardini, «non ha ottemperato alla presentazione di adeguate garanzie finanziarie» e quindi «il 3 ottobre il tribunale di Lanciano ha dichiarato il fallimento della Ciaf». Ciò premesso «si registra», scriveva Gerardini, «la carenza di uno dei requisiti necessari per l’esercizio di attività di gestione rifiuti» e concludeva: «Il Servizio gestione rifiuti ritiene che si debba procedere alla revoca di tutti i procedimenti autorizzativi in capo alla Ciaf ambiente». A maggio 2018 ci fu una grande manifestazione in Val di Sangro, organizzata dal comitato dei sindaci in difesa dell'ambiente, alla quale parteciparono 40 primi cittadini, associazioni ambientaliste, religiose, sportive e culturali, partiti politici, sindacati, famiglie, per dire no alla Di Nizio e alla ex Ciaf. Adesso, dopo la decisione del Servizio gestione dei rifiuti della Regione, rimangono in sospeso due questioni: come convertire l’area dove sorge la ex Ciaf e il progetto della Di Nizio, realizzare a Saletti, un impianto di trattamento di rifiuti sanitari a rischio infettivo mediante sterilizzazione, con adiacente deposito di rifiuti pericolosi e non pericolosi. Su quest’ultimo progetto si attende il responso della Vinca comunale senza il quale la pratica non potrà approdare al comitato Via regionale. (m.d.n.)