Salumi dell’Ungheria venduti come locali

22 Aprile 2023

Blitz dei carabinieri forestali in un supermercato teatino: sanzioni di 4mila euro a un’imprenditrice

CHIETI. Salumi messi in vendita in un supermercato teatino come “di provenienza locale” ma che in realtà sono stati integralmente lavorati e trasformati in Ungheria, violando il regolamento europeo sull’etichettatura e sulle informazioni obbligatorie per i consumatori. Per questa ragione i carabinieri forestali del Nucleo investigativo di polizia ambientale agroalimentare e forestale (Nipaaf), guidati dal tenente colonnello Marco Santilli, hanno elevato una sanzione amministrativa dell’importo di circa 4mila euro nei confronti della titolare di una ditta laziale.
Nei guai per aver venduto salumi con etichette ingannevoli sulla provenienza geografica degli alimenti è finita un’imprenditrice di 44 anni. Le attività investigative dei militari si sono concentrate su alcune confezioni di salumi già imballate, in vendita in un supermercato teatino. Nonostante il «chiaro riferimento ad un’origine locale dei salumi commercializzati» nella parte frontale dell’etichetta, in realtà i carabinieri forestali si sono accorti che solo tra gli ingredienti vi era l’indicazione della provenienza europea della carne suina utilizzata, contravvenendo così al decreto ministeriale del 6 agosto 2020 che obbliga i produttori italiani a inserire in etichetta l’indicazione sull’origine del prodotto trasformato: “100% italiano” nel caso in cui la carne provenga da suini nati, allevati, macellati e trasformati in Italia. In alternativa è possibile utilizzare la dicitura “origine Ue”, “origine Extra Ue” oppure “origine Ue ed Extra Ue”. Anche il regolamento europeo 1169 del 2011 stabilisce che le informazioni sugli alimenti debbano essere precise, chiare e facilmente comprensibili per il consumatore e non devono indurlo in errore sulle caratteristiche dell’alimento e, in particolare, sulla natura, l’identità, le proprietà, la composizione, la quantità, la durata di conservazione, il paese d’origine o il luogo di provenienza, il metodo di fabbricazione o di produzione.
Il Nipaaf ha verificato che la materia prima utilizzata aveva origine ungherese e che il prodotto era stato integralmente lavorato e trasformato in località che non avevano alcuna attinenza con quanto suggerito in etichetta. La ditta sanzionata dai carabinieri forestali ha provveduto al pagamento dell’importo contestato, prevedendo il ritiro dei prodotti difformi e la modifica dell’etichettatura ingannevole. (y.g.)
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